Traffico e mobilità a Milano, sfratto ai parcheggi nei viali alberati: “Il verde va tutelato”

Le ruote che comprimono il terreno tanto da soffocare gli alberi. Le radici che, a fatica, si fanno strada tra la sporcizia per respirare. E quegli spazi che, sulla carta, dovrebbero essere restituiti alla città, ma che da anni sono ostaggio delle auto. Il parcheggio selvaggio all’ombra dei filari lungo i marciapiedi e sui parterre alberati è una violazione tollerata, diventata negli anni una prassi. Ma ora, partendo dagli interventi in programma a Città Studi e lungo i cantieri della M4, Palazzo Marino vuole chiudere il dossier una volta per tutte: “Entro il 2025 o alla fine del mandato – spiega l’assessora all’Ambiente Elena Grandi – dobbiamo togliere le macchine da tutti gli spazi della città in cui abitano gli alberi, per tutelare il verde e metterli a disposizione dei cittadini”.

Un traguardo ambizioso e non semplice, un’operazione da accompagnare con un lavoro impegnativo di compensazione. Perché eliminare tutti quei posti auto, benché irregolari, non può prescindere dall’arrivo di nuovi parcheggi: “È evidente che non tutti i posti sottratti saranno recuperati – ragiona Arianna Censi, che gestisce la partita della Mobilità – ma stiamo studiando soluzioni alternative, compatibili con tempi e risorse a disposizione”. L’idea è quella di individuare “le aree dismesse e metterle a disposizione degli automobilisti o siglare convenzioni, ad esempio, con alcuni grandi parcheggi dei supermercati”.
Intanto, però, la mappa delle auto ammassate dove dovrebbero esserci aiuole, dehors o piste ciclabili, è sotto gli occhi di tutti. I primi interventi saranno quelli in zona Piola e in viale Argonne. Entro l’estate sarà liberato il tratto del parterre di via Pacini compreso tra via Ampère e via Capranica: al posto delle auto arriveranno tavolini, panchine, rastrelliere per le bici e nuove piantumazioni. Passando invece in viale Argonne, lungo il percorso della M4 che sarà inaugurato entro la fine dell’anno, il progetto creerà un unico asse verde e ciclopedonale che parte da corso Indipendenza per arrivare, percorrendo corso Plebisciti, oltre piazzale Susa. Le macchine, già sfrattate dal cantiere della linea Blu, lasceranno il posto a pista ciclabile e aree pedonali, incorniciando il restyling dei giardini.

La prossima priorità, spiega l’assessora Grandi, è viale di Porta Vercellina. “Qui e su via Toti, la continuazione che porta in piazza Conciliazione, c’è una situazione che grida vendetta da anni”, spiega il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu, che nel cassetto ha pronto da diverso tempo anche un disegno per il parterre di viale D’Annunzio, lungo la Darsena: “C’è chi ha anche provato ad adottarne una parte per restituirla al verde, ma c’è qualcuno che sposta i vasi per posteggiare”.
L’elenco, dal centro ai quartieri più periferici, è lungo: c’è tutto l’asse che da piazzale Bacone arriva fino all’incrocio con corso 22 Marzo (via Eustachi, via Castel Morrone, via Bronzetti), o l’anello più esterno che comprende via Teodosio, via Ponzio, via Aselli, via Lomellina. O ancora: viale Marche, da piazzale Maciachini a viale Zara, e un tratto di viale Jenner. Sono solo alcuni esempi.

“Non sono lavori impegnativi – spiega l’assessore del Municipio 9 Mario Esposito – e per trovare i fondi si potrebbero ingaggiare gli sponsor privati, molti dei quali hanno già riqualificato tante aiuole della città”. Resta, però – lo ricorda il presidente dell’Automobile Club Milano Geronimo La Russa – il tema dei posteggi: “L’auto è una necessità, non un vezzo, bisogna trovare soluzioni sostenibili per tutti”. E, in assenza di quel piano parcheggi dell’era Albertini poi naufragato, tocca trovare altre strade: “Aumentiamo gli hub di interscambio”, propone La Russa. Che rilancia: “Il Comune individui aree idonee e ce le dia in concessione, sul modello di ciò che è stato fatto, con successo, ad esempio a Torino”.
 

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