Il Lato “dushi” di Curaçao e il segreto della felicità

Esiste un posto, nel mondo, dove la dolcezza è molto più di un modo di fare che appartiene a determinate persone. Perché questa non solo è parte caratterizzante della cultura locale, ma è la vera e propria essenza di questa splendida destinazione, nonché il segreto della felicità della popolazione locale.

Per scoprirlo dobbiamo recarci a Curaçao, un’isola caraibica olandese conosciuta per il suo immenso patrimonio naturalistico, quello fatto di spiagge nascoste tra le insenature, paesaggi mozzafiato e una ricchissima barriera corallina. Il centro storico, poi, è un tripudio di meraviglia caratterizzato dalle case coloniali dai colori pastello, il ponte sospeso Queen Emma e la sinagoga Mikvé Israel-Emanuel i cui interni sono interamente ricoperti di sabbia.

Ma al di là delle bellezze che appartengono all’isola, e che incantano e sorprendono a ogni passo, c’è un altro motivo per visitare questo luogo. Si tratta del suo lato “dushi”, il segreto della felicità custodito dalla popolazione che tutti dovremmo fare nostro.

Benvenuti a Curaçao

Organizzare un viaggio a Curaçao è qualcosa che tutti dovremmo fare almeno una volta nella vita. L’isola principale delle Antille Olandesi, infatti, è un vero e proprio gioiello immerso e circondato dalle splendide acque del mar dei Caraibi.

Le cose da fare e da vedere qui sono tantissime, e tutte sono destinate a incantare. Una visita alla capitale dell’isola, Willemstad, che è stata chiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, permette ai viaggiatori di immergersi in un’atmosfera senza tempo, che coniuga le testimonianze del passato con il presente.

L’entroterra, invece, è caratterizzato da una vegetazione lussureggiante e rigogliosa fatta di divivi divi e cactus, dove vivono e sopravvivono numerose specie endemiche. E poi ci sono le spiagge, quelle che brillano al sole e che sono bagnate dalle acque turchesi e trasparenti del mar dei Caraibi.

Ma c’è un altro motivo per visitare questo gioiello delle Antille Olandesi e riguarda la cultura locale delle popolazione, il modo in cui questa accoglie calorosamente i turisti e i viaggiatori, e come sceglie di vivere la vita ogni giorno. Lo fa in modo “dushi”, che è molto più di una parola che non si può tradurre, ma è la vera e propria essenza di questa isola e della sua anima felice.

Fonte: iStockIl lato “dushi” di Curaçao

Il lato dushi dei Caraibi

C’è una grande scritta rossa che campeggia nel cuore della capitale dell’isola, impossibile non notarla. Le lettere messe una vicino l’altra restituiscono una sola parola, quella di dushi. È così che le persone del posto accolgono i visitatori.

Tutti a Curaçao utilizzano il termine “dushi”, lo fanno in ogni momento della giornata e in ogni contesto. Lo fanno per descrivere un piatto particolarmente delizioso, per raccontare una bella giornata, per esprimere l’approvazione e il consenso nei confronti di qualcosa, ma anche per anche solo per sottolineare quanto è bello vivere il presente.

“Dushi” è tutto questo: è bellezza, è piacere, è meraviglia, è dolcezza. Impossibile descrivere con una sola parola il significato più autentico del termine. Dushi, infatti, è l’anima dell’isola e delle persone che la popolano. Si utilizza per augurare una splendida giornata a qualcuno, per accogliere i viaggiatori, per descrivere una meravigliosa esperienza.

È un sentimento e un emozione, è invito e un’esortazione a vivere il lato più dushi della vita, un vero e proprio tesoro custodito in questa terra che parla della rinascita di un popolo che per anni è stato schiavizzato e perseguitato.

È un concetto potente e caratterizzante che non si può descrivere ma solo vivere, perché dushi è una filosofia che parla di felicità, che si traduce nell’accoglienza calorosa e nei sorrisi gentili, nel modo in cui le persone scelgono di affrontare la quotidianità giorno dopo giorno.

Fonte: iStockCuraçao

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