Caos passaporti: l’analisi che svela quanti viaggi sono saltati

Sono giorni che ormai si parla del caos passaporti, delle motivazioni di tutti questi ritardi e anche delle varie soluzioni che si stanno mettendo in atto per recuperare il più possibile, almeno per la stagione estiva. Ma quanti viaggi sono saltati fino a questo momento? E quanti ancora ne potrebbero saltare quest’anno? A svelarcerlo è un’approfondita analisi.

Quanti viaggi salteranno

Secondo le ultime stime su un fenomeno che persiste ormai da mesi fornite da un report commissionato all’Istituto di Ricerca IRCM da Vamonos Vacanze, tour operator italiano specializzato in vacanze di gruppo, i viaggi annullati a causa dei ritardi delle questure e (soprattutto) dei meccanismi di prenotazione, sarebbero stati finora circa 100mila.

Tradotto in denaro i viaggi che non si faranno più corrispondono a 180 milioni di euro di mancate vendite per il sistema italiano delle agenzie di viaggio. Non a caso continuano le segnalazioni di disservizi e non si placano le critiche sui social: in molti lamentano ancora la mancanza di appuntamenti disponibili per il rinnovo del passaporto. Mentre le persone che sono riuscite a prenotare si lamentano delle lunghissime code davanti ai commissariati ed alle questure.

I ritardi interessano a macchia di leopardo l’intero Paese e le cause sono principalmente legate all’accumulo di arretrati dovuti al Covid-19 ma anche —come conseguenza della Brexit— alla nuova esigenza del passaporto per accedere in Gran Bretagna. Situazioni che sono soprattutto riscontrabili nelle città con maggiore popolazione e, di conseguenza, con il maggior numero di attività produttive: è per questo un fenomeno più visibile al Nord e nel Centro Italia. Le questure di tutta Italia si stanno attivando per aumentare l’attività lavorativa, mettendo a disposizione più personale e soprattutto, in alcuni casi, aprire gli uffici anche nei giorni festivi, il sabato e la domenica, come hanno fatto a Monza e a Mantova.

Ma a quanto pare tutti questi interventi non bastano poiché a Prato, per esempio, la prima prenotazione disponibile è il 13 dicembre 2023. A Udine occorre attendere fino al 10 agosto, a Napoli il 7 agosto, a Brescia il 17 luglio. A Torino e Bologna il caos è totale: non risulta disponibile alcuno “slot”. L’unica delle città più grandi in cui attualmente va meglio è Roma: sono stati segnalati appuntamenti disponibili ai primi di aprile.

Il danno causato

Secondo l’indagine effettuata, 7 viaggiatori su 10 hanno visto aumentare a 6 settimane (69% del campione intervistato) il tempo necessario per ottenere un appuntamento per il rilascio del passaporto. Per questo motivo sono saltati in media 11,4 viaggi per ciascuna agenzia, ad un prezzo medio di 1.800 euro a viaggio. Complessivamente quindi ciascuna agenzia ha accusato mediamente 20.520 euro di vendite non effettuate.

Ma per le grandi OTA (Online Travel Agency) il danno è stato maggiore: la media è di 65 viaggi in fumo per circa 116.656 euro di vendite non effettuate per ciascun operatore.

Sui social c’è chi racconta di essere riuscito a ottenere un appuntamento solo per ottobre 2023 e chi proprio non ci riesce perché il server è “in manutenzione” o perché “il sito apre alle 8, ma tempo di aggiornare la pagina e già non ci sono più posti”.

Secondo altri dati raccolti da Fiavet, i tempi di rilascio vengono rispettati solo se viene contestualmente presentato un biglietto aereo o una lettera di impegno.

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