Vacanza (quasi) gratis nei rifugi di montagna

Un’idea nata soprattutto per trascorrere le vacanze in famiglia, quella di omaggiare pernottamenti nei rifugi di montagna ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni. L’iniziativa è del CAI (Club alpino italiano) e si chiama “#Fg4m – Estate 2022 in rifugio” (dove per “Fg4m” s’intende “Famiglie e Giovani inMontagna”).

I ragazzi con le loro famiglie quest’estate possono andare in montagna i un centinaio di rifugi alpini della Lombardia utilizzando speciali voucher validi per due notti inclusa la mezza pensione.

I rifugi si trovano tutti tra le province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Sondrio.

Come funziona il voucher

Si può usufruire di questa iniziativa fino al 25 settembre. La gratuità per la mezza pensione può essere abbinata alla mezza pensione di anche solo un familiare o parente di primo grado, purché maggiorenne, che accompagna il giovane.

Una volta scelto il rifugio e verificata la disponibilità contattando direttamente la struttura, le famiglie s’iscrivono e comunicano la prenotazione attraverso il sito del Cai Lombardia compilando il modulo online che si trova a questo link. A questo punto si riceve una e-mail con il voucher da stampare e consegnare firmato al gestore del rifugio dove si scegli di trascorrere la minivacanza.

Ogni rifugio decide se aderire solo nei giorni infrasettimanali, a esclusione delle notti prefestive e delle notti tra sabato-domenica, o se dare la possibilità di prenotare con il voucher senza alcun limite.

Ogni giovane non può richiedere più di due pernottamenti gratuiti. Non è necessario essere soci del CAI.

I rifugi sulle montagne lombarde

Ogni rifugio di montagna ha una sua storia. Molti sono addirittura entrati nella leggenda dell’alpinismo e alcuni sono vere e proprie opere di alta ingegneria perché realizzati in luoghi difficili e utilizzando con materiali sofisticati. Inoltre, se la maggior parte dei rifugi può ospitare centinaia di persone, altri hanno posto solo per pochi.

Tra i rifugi più suggestivi c’è il Rifugio Mello in Valtellina, da dove si può partire per fare escursioni nella Riserva Naturale Val di Mello. Lo si raggiunge percorrendo una passeggiata lungo una mulattiera che attraversa i prati e costeggia un fresco torrente. Una volta giunti a destinazione, un piatto di pizzoccheri non ve lo toglie nessuno.

A quota 1.968 metri, nell’Alta Val Brembana, c’è invece, il Rifugio Laghi Gemelli, raggiungibile solo a piedi. Una volta arrivati in cima, la fatica sarà ripagata da un panorama mozzafiato e da piatti tipici del territorio come i Casoncelli e gli immancabili salumi e formaggi con la polenta.

Piccolo ma accogliente è il Rifugio Valmalza nel Parco dello Stelvio. Qui si trova una natura incontaminata, ma anche ottimi piatti della tradizione. E poi c’è il Rifugio Nicola sui Piani di Bobbio, inconfondibile per la sua architettura, a forma piramidale, che prende ispirazione dalla vicina montagna, la Sodadura.

Una mano al turismo alpino

L’iniziativa ha lo scopo non soltanto di attrarre sempre più vacanzieri in montagna anziché al mare, ma anche di dare una mano a chi lavora nei rifugi, gestisce i soggiorni e la ristorazione che significa anche cucina della tradizione, cultura e folklore.

Se durante le ultime due estati le località di montagna avevano registrato il tutto esaurito causa Covid e per necessità di distanziamento, ora che la situazione pandemica, nonostante il salire dei contagi, fa meno paura gli italiani sono disposti a tornare sulle spiagge affollate lungo la nostra costa. Chi ha sempre amato il mare e la spiaggia e s’è visto costretto a cambiare destinazione, ora vuole solo tornare alle vecchie abitudini e le località di montagna stanno iniziando a soffrire.

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