Draghi e Mattarella scavalcati da Salvini sul viaggio in Russia. Gelo a Palazzo Chigi: “Così complica le trattative”

ROMA – Matteo Salvini ha deciso di volare a Mosca senza avvisare nessuno. Il premier Mario Draghi non ne sapeva nulla. Luigi Di Maio lo ha appreso dai media. Non ne erano al corrente nemmeno i ministri leghisti. Salvini non ha avvisato neanche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In serata – di fronte allo stupore e alla freddezza dei vertici istituzionali – fonti della Lega hanno cercato di correre ai ripari spiegando che Salvini è pronto a informare il presidente Draghi, “qualora l’eventualità diventasse più concreta”. Un modo per provare a rimediare ad una scorrettezza istituzionale. Un tentativo maldestro. In realtà ha già deciso. Infatti poco dopo questa precisazione le agenzie battevano la notizia che la partenza sarebbe imminente: forse già domenica 29 maggio.

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Salvini quindi va a Mosca. Una missione dal sapore elettoralistico, così viene giudicata negli ambienti di governo. E quindi col rischio che si riveli velleitaria o peggio controproducente. La novità emerge all’indomani della telefonata tra Draghi e Putin, nella quale il nostro premier ha chiesto al Cremlino di sbloccare il grano tenuto fermo dalla morsa navale russa. “Non vedo spiragli di pace”, ha poi commentato con realismo Draghi. Ora ci vuol provare Salvini. Pare che non voleva si sapesse ancora in giro, ma dopo che la notizia è trapelata ha deciso di cavalcarla, accreditandosi ufficialmente come il capo del partito putiniano in Italia.
Qual è lo scopo? Inserirsi nella mediazione che palazzo Chigi sta portando avanti sul grano: è di ieri la telefonata tra Draghi e il premier ucraino Zelensky. Salvini vuole portare avanti una sua iniziativa.

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L’ex ministro dell’Interno ha pianificato la missione senza condividerne la filosofia, gli scopi e la natura con il presidente del Consiglio. Non ne aveva fatto cenno neanche durante l’incontro a Palazzo Chigi, lo scorso 16 maggio, che pure era durato un’ora: i due avevano parlato ovviamente anche della crisi in Ucraina. La pratica del viaggio, mandata avanti grazie ai buoni uffici di Russia unita, il partito di Putin, con cui la Lega strinse una partnership, è stata vistata presso l’ambasciata russa in Italia. Ha cioè seguito un percorso che non coinvolge necessariamente il ministero degli Esteri. “No, non ci è stata fatta alcuna comunicazione, non siamo a conoscenza di alcun viaggio”, hanno spiegato in serata fonti della Farnesina.
Difficile prevederne le implicazioni sul piano internazionale. Saranno comunque inevitabili. Si tratta di una mossa che arrivando da un leader politico non coinvolto personalmente in un ruolo di governo, ma che fa parte della maggioranza, avrà evidenti conseguenze nella percezione dell’opinione pubblica europea e alleata. Dall’invasione russa soltanto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il cancelliere austriaco Karl Nehammer e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko – uno storico fedelissimo del Cremlino – hanno incontrato personalmente Vladimir Putin.

Da tempo Salvini ripete che sarebbe pronto ad andare “anche a piedi” a Mosca. Ha più volte rivendicato la necessità di portare avanti un’iniziativa diplomatica. L’8 marzo andò in Polonia, alla stazione di Prezemysl, la cittadina a una decina di chilometri al confine con l’Ucraina. Non finì benissimo. Venne contestato dal sindaco per i suoi trascorsi filo-Putin. Quelle immagini fecero il giro d’Europa. Ora ci riprova. Con l’ambizione di rappresentare l’Italia. Draghi e Mattarella oppongono un silenzio spesso, che vale più di tante parole.

social experiment di Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait – fonte originale qui

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