Ruby ter, per Silvio Berlusconi chiesta la condanna a 6 anni. Per Karima El Mahroug la richiesta è 5 anni

Arrivano le richieste di condanna della Procura di Milano nel processo milanese sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputati, tra cui una ventina di cosiddette ‘ex olgettine’, ex ospiti alle serate di Arcore che sarebbero state pagate, per l’accusa, per dire il falso nei processi sul caso Ruby.

Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto una condanna a 6 anni di reclusione per Silvio Berlusconi imputato per corruzione in atti giudiziari nel processo sul caso Ruby ter. La Procura ha chiesto anche di
confiscare all’ex premier una somma di oltre 10 milioni di euro (10 milioni e 800mila euro) come “prezzo della corruzione”.

“E’ stata una corruzione percepita in modo peculiare dalle parti coinvolte – ha spiegato il pm Gaglio alla fine della requisitoria – prendere soldi per mentire sembrava normale, d’altronde è l’ex presidente del Consiglio che ce lo chiede è il ragionamento che facevano queste ragazze”.

Il processo va avanti il 29 giugno con gli interventi del legale di Ambra Battilana, parte civile per un’imputazione di calunnia, e poi coi primi interventi delle difese. Il 13 luglio ancora difese e poi anche a settembre. La sentenza, quindi, non arriverà prima di allora.

Immediata la reazione dell’avvocato Federico Cecconi, legale di Berlusconi: “Non sono sorpreso, questo è un processo dove la Procura da anni continua con questa impostazione accusatoria e noi abbiamo argomenti solidi per arrivare all’assoluzione, il reato non c’è, tutto quello che è stato fatto oggetto di contestazione è smentibile”.

L’avvocato Gabriella Vanadia, che rappresenta la presidenza del Consiglio, parte civile nel processo, ha chiesto che “tutti gli imputati”, tra cui Berlusconi, e “ad esclusione di Pedrini”, per cui la stessa Procura ha chiesto l’assoluzione, vengano condannati anche ad un “risarcimento a favore della presidenza del Consiglio” con una “provvisionale di risarcimento da 10 milioni di euro per la corruzione in atti giudiziari e di 500mila euro per le false testimonianze”.

Ruby ter, la Procura di Milano chiede 6 anni per Silvio Berlusconi. Il legale: “Non sono sorpreso”

Cinque anni di reclusione è la richiesta avanzata dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio nei confronti di Karima El Mahroug, ovvero l’ormai ex ‘Ruby rubacuori” accusata di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari, nella parte finale della requisitoria del processo milanese sul caso Ruby ter. Anche per lei chiesta la confisca di 5 milioni come “prezzo del reato”. Confisca da 3 milioni di euro, invece, è stata chiesta a carico di Luca Risso, ex compagno della giovane.

Ruby ter, il pm: “Karima spendeva in modo compulsivo: hotel di lusso e champagne fluorescenti”

Tra le richieste quella di condannare Mariarosaria Rossi, senatrice ed ex fedelissima del Cavaliere, a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. “Ho piena fiducia nell’operato della magistratura. Chiarirò la mia posizione nelle udienze che seguiranno”, ha commentato Rossi. Stessa accusa contestata a Carlo Rossella per il quale sono stati chiesti 2 anni. Chieste condanne fino a 5 anni per venti ragazze, ex ospiti delle serate di Arcore, il cui silenzio sarebbe stato comprato dall’ex premier. Chiesti 6 anni e 6 mesi per Luca Risso, ex compagno di Ruby. Da assolvere, per i pm, solo Luca Pedrini, ex collaboratore di Nicole Minetti, che rispondeva di falsa testimonianza.

Luca Risso davanti al tribunale di Milano durante il primo processo Ruby nel 2012 

In particolare, i pm hanno chiesto anche per Ioana Amarghioalei e Lisney Barizonte 3 anni e 6 mesi, 4 anni per Iris Berardi, 4 anni per Francesca Cipriani, 4 anni per Concetta De Vivo, 4 anni ancora per Eleonora De Vivo, 4 anni per Aris Espinosa (prescritta la falsa testimonianza e istanza di assoluzione per un’imputazione di induzione alla prostituzione), 4 anni e 3 mesi per Roberta Bonasia, 4 anni per Manuela Ferrera, così come per Marianna Ferrera.

E poi ancora per Marysthell Polanco 5 anni, così come per Barbara Guerra, 4 anni per Raissa Skorkina e Silvia Trevaini, 5 anni per Alessandra Sorcinelli. Per Elisa Toti 3 anni e 4 mesi (prescritta la falsa testimonianza) come per Miriam Loddo. Per Giovanni Rigato chiesti 3 anni e 4 mesi (estinta per prescrizione la falsa testimonianza), per Ioana Visan 3 anni e 6 mesi. Tutte le ragazze sono imputate per falsa testimonianza e corruzione.

Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli 

Francesca Cipriani e Giovanna Rigato a Palazzo di giustizia durante il primo processo Ruby nel 2012  

Per Simonetta Losi (solo falsa testimonianza) 1 anno e 8 mesi, per Giorgio Puricelli, ex fisioterapista del Milan (solo falsa testimonianza) ancora 1 anno e 8 mesi. Per Luca Giuliante, ex legale di Ruby, chiesti 4 anni per corruzione in atti giudiziari. La richiesta di pena più alta, anche rispetto a quella per Berlusconi, è stata avanzata per Risso, ex fidanzato di Karima, imputato per il “reato più grave” ossia il riciclaggio del prezzo della presunta corruzione. 

Ruby ter, dai pm richieste di confische per 22 milioni 

Tra le richieste di confisca avanzate dai pm al termine della loro requisitoria ci sono anche quelle per un totale di circa 2,7 milioni di euro a carico della ventina di ragazze, ex ospiti delle serate ad Arcore. Oltre alle istanze di confisca, dunque, di quasi 11 milioni di euro a carico di Berlusconi, di 5 milioni per Karima El Mahroug e di 3 milioni per l’ex compagno Luca Risso, ci sono quei 2,7 milioni che portano le richieste di confisca totale a quasi 22 milioni di euro. Tra l’altro, i pm hanno anche chiesto di confiscare quattro immobili, tra cui le due ville da un milione di euro a Bernareggio, nel Milanese, messe a disposizione di Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli da parte dell’ex premier. I pm hanno chiesto anche ai giudici di applicare con la sentenza sequestri preventivi su tutte le somme e i beni che hanno chiesto di confiscare.

Ruby ter, le reazioni della politica

Il primo commento politico arriva dal leghista Matteo Salvini su Facebook ed è in chiave referendum: “Altro processo, altra richiesta di condanna per Berlusconi per il caso Ruby. Ma basta, non se ne può più! 12 giugno, con i Sì ai referendum la giustizia cambia”.

“Piena solidarietà e vicinanza a Silvio Berlusconi, vittima di un accanimento giudiziario senza precedenti. Siamo convinti che anche questa volta saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati”, dichiara la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Ancora una volta si usa la giustizia a fini politici. Da Milano arriva una assurda ed immotivata richiesta di condanna contro Berlusconi per una vicenda dalla quale è stato già assolto. Un accanimento inaccettabile contro un uomo che ha agito sempre con correttezza e trasparenza”, scrive su Twitter Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia.

Ruby ter, la requisitoria: “Alle ragazze 2.500 euro al mese e una casa per il loro silenzio”

“A queste ragazze è stato assicurato che sarebbero state a posto sia come reddito, con un mensile da 2.500 euro, sia per un tetto, una casa, un alloggio”. Lo ha affermato il pm di Milano Luca Gaglio nella seconda parte della requisitoria, iniziata oggi dopo l’udienza di una settimana fa, nel processo milanese sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputati, tra cui una ventina di cosiddette ‘ex olgettine’, ex ospiti alle serate di Arcore che sarebbero state pagate, per l’accusa, per dire il falso nei processi sul caso Ruby. Requisitoria che oggi si chiuderà con le richieste di condanna.

Ci sono elementi e prove, ha spiegato il pm, “che dimostrano che già dal 2011”, prima che le giovani andassero a testimoniare in aula, “esisteva un accordo corruttivo” tra l’ex premier e le ragazze “volto ad ottenere le false testimonianze di tutte le testimoni dei Ruby 1 e 2”. Le giovani venivano “pagate anche per rendere interviste ai media non diverse da quelle in tribunale”.

“Vi è stato un accordo per le false testimonianze e si deve comprendere nel pacchetto anche la soluzione aggiuntiva di non rilasciare interviste ai media in senso contrario a quelle rese davanti ai giudici”, ha aggiunto il pm che parlerà ancora per alcune ore, prima di chiedere le condanne.

La tesi difensiva, invece, è che le ragazze fossero state risarcite per la loro reputazione compromessa dopo lo scandalo delle serate a Villa San Martino. Per la Procura, invece, l’accordo corruttivo fu stretto “embrionalmente” nel gennaio 2011 con l’ormai nota riunione ad Arcore tra Berlusconi, i suoi legali e le ragazze, dopo le perquisizioni dei pm per il caso Ruby 1. Gaglio ha ricordato anche che “alcune di queste imputate avevano l’aspettativa di ricevere un alloggio in proprietà” e non in affitto e ha ricordato il ‘pressing’ delle giovani che andavano ad Arcore, davanti alla villa dell’ex premier, e telefonavano al ragioniere di fiducia del Cavaliere, il ragioniere Giuseppe Spinelli per avere soldi.

Ruby Ter, il pm: “Berlusconi foraggiava le spese di Karima ma lei era inaffidabile”

“Le centinaia di migliaia di euro che Karima spendeva le venivano consegnate, tramite il suo legale Luca Giuliante, da Berlusconi; lei più di così non poteva spendere, più di così c’era solo buttare i soldi dalla finestra. Soffre in quel periodo di una vera e propria compulsione a spendere”. Lo ha spiegato il pm di Milano Luca Gaglio nella requisitoria del processo sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi, della stessa Ruby, di Giuliante e altri 26 imputati.

Il pm ha ricordato molte delle prove già agli atti sul ritmo di spesa di Ruby ‘foraggiatò dall’ex premier, tra cui “i taxi da Genova a Milano, ristoranti e gli alberghi di lusso, dove spendeva anche 1.400 euro in una notte, gli champagne più costosi anche con le scritte fluorescenti”. In quel periodo Karima El Mahroug, secondo il pm, “è come le persone che vincono la lotteria e prima spendono, spendono, poi arriva la depressione e anche il rischio suicidio è alto”.

“Karima era inaffidabile – ha detto ancora Gaglio – e il progetto era non farla testimoniare ed è stata fatta volare via per non farla testimoniare”. In particolare, tra dicembre 2012 e gennaio 2013, quando avrebbe dovuto deporre nel processo Ruby 1 (Berlusconi fu poi assolto in via definitiva). Ruby, ha spiegato il pm, “si incontrò con Maria Rosaria Rossi”, senatrice, ex fedelissima del Cavaliere e imputata anche lei, “e ricevette i soldi per andare in Messico”, assieme all’allora fidanzato, anche lui imputato.

Ruby ter: il pm paragona Karima alla “moglie di Mario Chiesa”

“Ricordate la moglie di Mario Chiesa che va a vuotare il sacco? Ruby esplode nel 2014″. Così il pm Luca Gaglio, nella requisitoria sul caso Ruby ter, ha paragonato la moglie dell’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio (il cui arresto diede il via a Tangentopoli) a Karima El Mahroug che “esplose” quando scoprì “il tradimento” dell’allora fidanzato Luca Risso. E che, dunque, nei messaggi agli atti delle indagini in quel periodo non faceva “che ripetere che nulla era stato intestato, ma i soldi erano suoi”, quelli investiti in Messico e, secondo l’accusa, a lei versati da Silvio Berlusconi, attraverso l’allora compagno, accusato di riciclaggio.

Il pm, infatti, nella requisitoria ha ricostruito anche il tema di quei soldi che sarebbero arrivati fino in Messico e coi quali Ruby e Risso avrebbero messo in piedi un ristorante con annesso pastificio a Playa del Carmen e acquistato anche alcuni appartamenti. Denaro, secondo le indagini, passato per Francoforte e Lugano. “C’è la prova di un bonifico da 300mila euro che ha come beneficiario Luca Risso”, ha detto Gaglio, spiegando che tra dicembre 2013 e gennaio 2014 il telefono di Risso agganciò più volte la cella telefonica di Arcore.

Processo Ruby Ter, il pm: “Le ragazze chiedevano casa a Berlusconi, ma critiche sulle zone di Milano”

Per le ragazze ospiti delle feste di Arcore lo ‘stipendio’ di “2500 euro al mese è la metà della promessa” fatta da Silvio Berlusconi in cambio del loro silenzio con i magistrati milanesi che stavano indagando sul caso Ruby, perché “manca la casa”. È quanto ha detto il pm Luca Gaglio in un passaggio della sua requisitoria al processo Ruby ter, sottolineando però che “le ragazze sono molto moto critiche sulle zone di Milano” che vengono loro proposte. Emblematico è il caso di Barbara Guerra, che dal 2012 al 2014 cerca un appartamento idoneo per lei, anche con l’aiuto dell’architetto Ivo Redaelli, amico di famiglia di Silvio Berlusconi, che diventa “una vittima sacrificale” della ragazza e di altre giovani e viene subissato di richieste, come il ragionier Giuseppe Spinelli, contabile di Silvio Berlusconi, a cui le ragazze si rivolgono di continuo pretendendo danaro.

“Se le ragazze stanno male, hanno accesso diretto al professor Zangrillo e al San Raffaele”, chiarisce il pm. “Tutto quello che Berlusconi può fare poco sforzo, lo fa. Per le case, invece, la situazione è più complessa”. Gli immobili, infatti, non vengono intestati alle ragazze ma concessi in comodato d’uso. Soluzione che scontenta tante di loro, tra cui Barbara Guerra che aveva chiesto una casa in Brera ma a cui è stato assegnato un appartamento all’Arco della Pace nello stesso palazzo di un’altra ragazza. “Barbara Guerra non è contenta della casa all’Arco della Pace, ci va ma non è contenta – ha aggiunto il pm – : dice che è una zona di discoteche, un po’ buia e con brutta gente”.

social experiment di Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait – fonte originale qui

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