La strategia della multinazionale per evadere le tasse è degna di una serie TV
La descrizione offerta dalla Procura di Milano somiglia infatti alla sinossi di una serie TV, e parla del “primo caso, in ambito mondiale, in cui viene ipotizzata l’esistenza di una stabile organizzazione occulta di una società estera operante nella Digital Economy, completamente priva di personale e caratterizzata esclusivamente da una struttura tecnologica avanzata“. Detto più semplicemente, fino a qualche tempo fa Netflix aveva centinaia di server sparsi lungo tutto il territorio nazionale, ma agli occhi dell’Agenzia delle Entrate era come se non esistesse.
Netflix versa 56 milioni al Fisco italiano: cos’è cambiato ora?
Trafficanti (2016) disponibile su Netflix | Warner Bros. Pictures
Il versamento della somma totale è arrivato a conclusione di un’indagine della guardia di finanza e della direzione regionale Lombardia dell’Agenzia delle entrate, sull’omessa dichiarazione dei redditi, cioè evasione fiscale. Ora però le cose sono cambiate. Mentre prima la presenza dei server e dell’infrastruttura digitale erano stati occultati, dal primo gennaio 2022 Netflix ha costituito una società di diritto italiano (Netflix Italy srl) che gestisce anche i contratti e si occupa di fatturare tutti i proventi, rendendola apertamente soggetta al regime fiscale del nostro paese. Iniziando così a pagare regolarmente le tasse in Italia. Netflix ha rilasciato una nota per l’accaduto:
Siamo soddisfatti di aver posto fine a questa vicenda, che ha riguardato gli anni fiscali 2015-2019. Abbiamo mantenuto un dialogo ed una collaborazione costanti con le autorità italiane e continuiamo a credere di aver agito nel pieno rispetto delle norme italiane e internazionali applicabili al caso di specie.
di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte
