Goldman Sachs taglia le gambe alla Cina. Proroga sussidi per auto EV in vista – MilanoFinanza.it

Goldman Sachs taglia le gambe alla Cina. Gli economisti della banca d’affari americana hanno abbassato la previsione di crescita del pil cinese per quest’anno al 4% dal 4,5% a causa dei danni all’economia causati dal Covid-19 nel secondo trimestre. E anche questa proiezione di crescita più bassa sconta il presupposto che il Coronavirus “sarà per lo più sotto controllo in futuro, il mercato immobiliare migliorerà e il governo fornirà una sostanziale compensazione delle sue politiche attraverso la spesa per infrastrutture nei prossimi mesi”, hanno precisato gli analisti di Goldman Sachs.

Goldman Sachs: target del governo +5,5% sempre più difficile da raggiungere

Le vendite al dettaglio in Cina sono diminuite drasticamente ad aprile poiché i diffusi lockdown per il Covid hanno confinato lavoratori e consumatori nelle loro case e hanno gravemente interrotto le catene di approvvigionamento. La strategia intransigente di Pechino per combattere il Covid ha messo centinaia di milioni di persone in dozzine di città sotto restrizioni e ha interrotto il rimbalzo globale della produzione di qualsiasi cosa, dai telefoni cellulari ai veicoli elettrici. 

Oggi, comunque, l’hub commerciale di Shanghai ha registrato il suo quarto giorno consecutivo senza nuovi contagi, ma le autorità non hanno revocato immediatamente il lockdown, allentando, invece, gradualmente le restrizioni fino al 1° giugno. A questo punto, per gli economisti di Goldman Sachs l’obiettivo di crescita ufficiale del governo cinese per quest’anno di circa il 5,5% sembra “sempre più difficile da raggiungere”.

Anche perché gli sforzi delle autorità cinesi per allentare i limiti all’acquisto di immobili e invertire il trend di crisi del mercato immobiliare non sembrano ancora aver avuto effetto: i prezzi medi delle nuove case in 70 grandi città cinesi sono diminuiti dello 0,11% ad aprile rispetto all’anno precedente, invertendo l’aumento dello 0,66% di marzo, secondo i calcoli del Wall Street Journal basati sui dati pubblicati dal National Bureau of Statistics della Cina.

Pechino lavora all’estensione dei costosi incentivi per i veicoli elettrici 

Nel frattempo, Pechino è in trattative con le case automobilistiche per estendere i costosi incentivi per i veicoli elettrici che scadono quest’anno, con l’obiettivo di mantenere in crescita un mercato chiave, secondo quanto hanno rivelato oggi fonti vicine al dossier all’agenzia Reuters. Una mossa che arriva in un momento in cui la seconda economia più grande del mondo ha rallentato drasticamente, e le vendite di auto insieme a essa. 

Così i dipartimenti governativi, incluso il Ministero dell’Informazione e della Tecnologia Industriale, stanno valutando la possibilità di prolungare gli incentivi per chi vuole acquistare veicoli elettrici nel 2023, hanno aggiunto le fonti. Al costoso programma di incentivi della Cina è stato attribuito il merito di aver creato il più grande mercato mondiale dei veicoli elettrici. Dall’inizio nel 2009, sono stati distribuiti circa 100 miliardi di yuan (14,81 miliardi di dollari) agli acquirenti, inclusi gli operatori di flotte commerciali, fino alla fine del 2021, secondo una stima di Shi Ji, analista di Merchants Bank International.

Non sono ancora stati finalizzati i termini dell’estensione al 2023, compreso l’importo dei sussidi e quali veicoli ne avrebbero diritto, hanno precisato le fonti. Si ricorda che gli incentivi per i veicoli elettrici dovevano essere gradualmente eliminati entro la fine del 2020, ma Pechino li ha estesi per due anni per stimolare la domanda sulla scia della pandemia. Il governo ha anche ridotto l’importo degli stessi nel corso degli anni poiché la domanda è aumentata e i costi di produzione sono diminuiti. Ad esempio, l’incentivo per un ibrido plug-in con un’autonomia di oltre 300 chilometri è stato ridotto di circa il 20% all’equivalente di circa 1.900 dollari. Il governo municipale di Shanghai sta anche valutando come incentivare la spesa dopo la drastica cancellazione delle vendite di veicoli nell’hub commerciale e finanziario cinese ad aprile. Infatti, secondo la Shanghai Automobile Sales Trade Association, non una sola auto nuova è stata venduta nella città di 25 milioni di persone durante il severo lockdown del mese scorso. (riproduzione riservata)

di Livio Andrea Acerbo #greengroundit #coronavirus #covid19 – fonte originale qui

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