Pd e Cgil contro il maxi-aiutino del governo ai giganti dello shipping – The Medi Telegraph

Roma – “La norma che consentirebbe alle imprese marittime anche straniere una tassazione agevolata non solo per le attività portuali, ma anche per l’intera filiera logistica a terra è estremamente pericolosa. Altererebbe la concorrenza e rischierebbe di portare l’intera catena logistica nazionale in mano agli armatori”.

Lo dichiara in una nota Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti di Montecitorio, sui contenuti delle bozze del Decreto Legge “Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti e della mobilità sostenibile”, che dovrà essere approvato dal governo nei prossimi giorni.

“Assisteremmo infatti ad una inaccettabile disparità di trattamento: la stessa attività – ossia la logistica a terra (terminali portuali, ferrovie, trasporto su gomma) – verrebbe tassata diversamente se svolta da un armatore a seguito di un trasporto navale (e allora pagherebbe le imposte solo sul 20% della base imponibile) o se fatta da un altro operatore indipendentemente dall’attività marittima (e allora pagherebbe le tasse come qualsiasi altra impresa italiana, ossia sul 100% della base imponibile). È bene ridurre l’imposizione fiscale, ma deve essere fatto senza discriminazioni”, conclude Gariglio.

Altolà anche dal segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, secondo cui il decreto legge Sicurezza aprirebbe “l’intero mondo della filiera logistica italiana a quegli operatori del trasporto marittimo beneficiari di condizioni fiscali di tutto favore. Il decreto presentaun vero e proprio assist per tutti quegli armatori che hanno anche attività di logistica a terra, per la quale usufruirebbero, in quanto derivante dall’attività principale di trasporto marittimo, degli stessi benefici fiscali e contributivi previsti dal Registro Internazionale, considerando l’imminente estensione a tutti i vettori marittimi battenti bandiera comunitaria”.

Secondo Malorgio si tratterebbe di “un notevole beneficio che rappresenta uno schiaffo al Paese, proprio mentre si è alla ricerca di risorse per dare risposte alle famiglie che vivono una situazione di difficoltà, derivante soprattutto dalla speculazione in corso sui beni energetici. Inoltre, rispetto a tutti gli altri vettori del trasporto marittimo, si realizzerebbe un vero e proprio dumping strutturale da parte di alcuni grandi operatori, favorendo di fatto un evidente predominio economico, capace di influenzare le stesse scelte economiche del governo. È una deriva inaccettabile che va respinta”.

di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte

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