Bimbo bullizzato dalle maestre alla scuola Carducci di Pavia: «Pirla, sporco», le chat dello scandalo

di Eleonora Lanzetti

Il bambino di 8 anni preso di mira dalle insegnanti per cinque mesi. Su Whatsapp decine di insulti, messaggi vocali offensivi e foto dell’alunno in castigo. La madre collega delle docenti: colpiscono lui per attaccare me. Esposto al ministero e denuncia ai carabinieri

Un bambino di 8 anni al centro di una chat tra maestre che per cinque mesi l’hanno schernito e offeso. Lo chiamavano «Bambino di m…», «Pirla», «Sporco». Condividevano foto dell’alunno in castigo, dopo esser stato sbattuto fuori dalla classe delle scuole elementari Carducci di Pavia. A scoprire i retroscena di questa triste vicenda, come riportato dal quotidiano La Provincia Pavese, è stata la madre 39enne del bambino, insegnante nello stesso istituto, che ora, assistita dall’avvocato Luisa Flore, ha presentato un esposto alla dirigente, al ministero dell’Istruzione e al provveditorato. All’origine del comportamento ostile delle colleghe ci sarebbero screzi e difficili rapporti sul lavoro risalenti allo scorso anno. La dirigente scolastica è stata informata; il Provveditorato agli studi ha avviato una verifica interna.

Come ha scoperto che le sue colleghe avevano preso di mira suo figlio?

«Verso la fine di febbraio una collega mi ha chiesto di dare un’occhiata a un computer perché stava dando dei problemi — risponde la mamma del bambino —. Come spesso accade, si è aperta l’applicazione Whatsapp, lasciata attiva. In un gruppo in cui interagivano una docente, referente della dirigenza, e altre due colleghe, ho letto il cognome di mio figlio e ho voluto approfondire».

Chat, messaggi vocali, foto. Tutto condito da risate e toni volgari.

«Mi sono pietrificata. Ho fatto lezione, e quando i bambini sono andati via, ho guardato tutte le chat. Ho continuato a farlo per i tre giorni successivi. Mi è bastato digitare il nome di mio figlio: decine di messaggi, vocali zeppi di insulti da novembre dello scorso anno. Mio figlio descritto come un bambino sporco, che arrivava a scuola senza essere lavato e con gli abiti sudici; un incapace che non riusciva a stare al passo con i compagni e che si limitava a frignare. Sono sconvolta, anche se il sostegno di una psicologa ci sta aiutando a superare la vicenda».

Ritiene che le colleghe se la prendessero con suo figlio per farla pagare a lei?

«Ne sono certa. Lo bullizzavano per ripicca. Il bersaglio ero io che avevo preso le distanze da certi loro comportamenti che non mi appartengono, come coprire uscite per commissioni in orario lavorativo, o il mancato rispetto di certe regole, soprattutto in periodo Covid in cui io ero referente d’istituto. A giorni metterò tutto nero su bianco dai carabinieri. Ora mi sono limitata ad un esposto, perché non bisogna nascondere episodi simili».

Nelle chat allegate all’esposto sembra che le sue colleghe sapessero molti dettagli della sua vita, anche extra scolastica.

«Non solo offendevano il bambino, ma anche me e mio marito che era solito andare ai colloqui. Guardavano cosa pubblicavamo su Facebook e WhatsApp per poi deriderci. Le abbiamo bloccate, ma hanno continuato ad impicciarsi con altri numeri e profili. Si accordavano su cosa dire per evitare problemi qualora avessimo chiesto spiegazioni».

Che lei sappia, ci sono stati dei precedenti con compagni di scuola di suo figlio?

«Quando ho scoperto quanto accadeva a mio figlio altre due mamme mi hanno riferito di aver spostato di classe i loro, proprio a causa delle maestre in questione. Noi abbiamo cambiato casa, e di conseguenza mio figlio ha iniziato a frequentare la scuola in cui insegno, per comodità. Ebbene, in un vocale si sente chiaramente che la collega intende indagare sul motivo di questo cambiamento, e addirittura sull’iter all’asilo del bambino».

Ora cosa si augura?

«Prima di tutto che mio figlio ritrovi la serenità, perché da tempo lamentava malesseri e nervosismo in relazione al rapporto con queste maestre. Vorrei che venissero presi provvedimenti disciplinari nei confronti di queste insegnanti che come educatrici hanno miseramente fallito».

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15 aprile 2022 (modifica il 15 aprile 2022 | 06:54)

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