Shevchenko con il sindaco di Milano Beppe Sala: «Insieme per l’Ucraina contro il guerrafondaio Putin»

di Redazione Milano

Il Comune lancia con l’ex calciatore rossonero il progetto «Insieme per l’Ucraina»: call center per i profughi, accompagnamento dei bambini nelle scuole, campi estivi di calcio con il Milan. Arrivati 3 mila minorenni in città, di cui 650 bambini non accompagnati. Parte la campagna contro gli stereotipi sulle donne

«Sappiamo dal primo giorno da che parte dobbiamo stare. Penso che tutti i milanesi lo sappiano. Non vedo distinguo. Dobbiamo stare contro il guerrafondaio Putin e con il popolo ucraino. Non sono scaramucce: è una guerra». Insieme per l’Ucraina nasce da questa premessa del sindaco Beppe Sala. In concreto: un numero verde (in lingua) per l’assistenza ai profughi, campi estivi di calcio e un programma di sostegno ai bambini in fuga dalle bombe, giovanissimi profughi dalle vite stravolte, alunni che avranno almeno «la possibilità di finire la scuola in Italia e studiare la lingua per inserirsi nella comunità». Dietro al progetto ci sono il Comune di Milano e la società Ac Milan. Davanti, un attaccante pallone d’oro. Andrij Shevchenko, 45 anni, bomber rossonero amatissimo, poi (tra gli altri incarichi) allenatore della nazionale ucraina, oggi in prima linea nelle iniziative di sostegno al Paese invaso e devastato dalle truppe russe: «Per me è molto importante sentire la vicinanza al mio popolo che ha bisogno di tanto aiuto in questo momento». Sheva ha finanziato il contact center. «È un progetto straordinario che nasce dalla sua generosità», il ringraziamento di Sala.

I numeri dei profughi

Sono 7 mila, da fine febbraio a oggi, i profughi ucraini arrivati e censiti in città (molti altri hanno viaggiato su direttrici informali e sono stati ospitati dalle famiglie senza registrazione). Tremila sono minorenni, 650 i bambini non accompagnati. «Il tema che ci deve preoccupare non è quello della prima accoglienza ma dell’integrazione — argomenta Sala — Se questa guerra proseguirà, non sappiamo quale sarà la dimensione degli arrivi». Sheva si sta spendendo personalmente nel progetto umanitario. E riflette: «L’Europa dovrebbe mettere più pressione» sulla Russia, «dobbiamo cercare di fare di tutto per portare la pace, per tranquillizzare e finire questa brutta guerra. Il mio popolo sta cercando di difendersi e difendere la sua casa, la sua famiglia». Una difesa a oltranza, conclude, necessaria per immaginare «un futuro libero»: «La mia gente desidera fare parte dell’Europa».

Il numero verde 02.0205

Milano attiverà da fine aprile il numero verde — lo 02.0205, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 —per gli ucraini che necessitano di assistenza al loro arrivo. Il call center, finanziato dall’ex campione milanista, li indirizzerà verso i servizi del Comune, in particolare quelli rivolti ai ragazzi: iscrizioni a scuola, gestione della Dad, procedure per la richiesta del permesso di soggiorno. «Sappiamo che la maggior parte dei profughi vuole ritornare a casa, e noi speriamo sia possibile», continua Sala: «Ma ora dobbiamo essere pronti ad aiutarli». I bambini, anzitutto: «Dobbiamo cercare di rasserenarli, farli inserire nel miglior modo possibile nella comunità italiana consentendo loro di completare la scuola — aggiunge Sheva —. Chiedo di dare loro l’assistenza e la possibilità di sentirsi a casa». Fondazione di Comunità Milano si occuperà di gestire la donazione dell’ex calciatore e di individuare il gestore del centralino.

La campagna contro i pregiudizi

Intanto, il Comune ha lanciato una campagna di foto e video contro gli stereotipi verso le ucraine. Olga è una consulente finanziaria; Olena insegna di danza; Susanna è una pittrice; Anna responsabile di un locale nel quartiere Isola. Sono loro le protagoniste di #donneucrainedimilano. I manifesti, bandiera gialloblu sullo sfondo, sono apparsi sui totem pubblicitari e su 550 schermi digitali, sulle pagine social e sui siti web del Comune e delle sue società partecipate. La campagna, che riprende quella lanciata l’8 marzo #donnedimilano, è nata dopo l’incontro del sindaco con le rappresentanti dell’associazione Ucraina più-Milano nata da qualche anno per «valorizzare la nostra comunità e contro i pregiudizi, come quelli che vogliono le ucraine solo badanti o belle ragazze venute a rubare i mariti», spiega la presidentessa Iryna Luts. Le testimonial hanno età diverse, differenti città d’origine, storie che le distinguono: «Ma siamo tutte unite dall’amore per il nostro Paese».

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14 aprile 2022 (modifica il 14 aprile 2022 | 17:45)

social experiment di Livio Acerbo #greengroundit #corriereit – fonte della notizia qui

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