Giorgio Medaglia, indagine riaperta sul 34enne morto annegato nell’Adda: «Troppe anomalie, coinvolte più persone»

di Andrea Galli

Giorgio Medaglia è morto il 28 giugno 2020 a Lodi: astemio, è stato ritrovato con una altissima quantità di alcol in corpo. Il gip si oppone all’archiviazione per suicidio e ordina nuovi accertamenti dopo la contro-inchiesta del «Corriere». La madre Ombretta Meriggi: «Forse l’hanno scaraventato nel fiume per vederlo affannarsi e disperarsi»

Del resto «è un dato di fatto che la morte di Medaglia presenta diversi aspetti che lasciano intendere come probabile la partecipazione di altre persone…». Il gip di Lodi, dottor Francesco Salerno, con atto depositato in cancelleria lo scorso venerdì, non soltanto si è opposto alla richiesta di archiviazione sulla morte di Giorgio Medaglia, il 28 giugno 2020 a Lodi, accogliendo la contro-indagine del «Corriere» confluita in una delle puntate di «Giallo padano», la serie giornalistica sui delitti irrisolti; il gip ha altresì ordinato nuovi accertamenti. Che, nell’esame delle azioni da svolgere, comportano di fatto il ritorno delle indagini alle loro origini.

La battaglia della mamma Ombretta Meriggi

Dunque paga, pur nell’eterno strazio della perdita del figlio unico, l’instancabile lotta di Ombretta Meriggi, la mamma di Giorgio, che aveva 34anni e soffriva di un disturbo neuro-evolutivo della condizione motoria; e paga la precisa attività dell’avvocato Lorenza Cauzzi, che ha cristallizzato le anomalie rendendole perfino plastiche. Giorgio, figlio unico, venne rinvenuto senza vita nel fiume Adda, a quindici chilometri di distanza; l’autopsia rivelò una massiccia, perfino quasi insostenibile presenza di alcolici; eppure Giorgio era terrorizzato dall’acqua e non beveva nemmeno un goccio di spumante a Capodanno. Se davvero, come avvenne, i carabinieri seguirono anche l’ipotesi di un suicidio, pur nell’insondabile labirinto della mente esso contrastava e con l’animo di Giorgio, con il suo momento esistenziale di gioia e impegni, con l’imminenza delle sognate vacanze in Liguria. Dopodiché, grava sulla (rapida) richiesta del pm di chiudere il caso, una sequenza di elementi quantomeno anomali, come confermato dal gip.

Lo scooter Liberty, il percorso, l’alcol

Per cominciare, un amico di Giorgio non ricordò oppure volontariamente mentì su alcune telefonate e sulla loro coincidenza temporale (lo stesso, diede al Corriere versioni contrastanti); non fu mai trovato un ragazzino visto da dei residenti parcheggiare il motorino di Giorgio, uno scooter Liberty, e andarsene a piedi; andrà esplorata la figura di un barman a domicilio, che cioè vendeva alcolici a case propria, nella geografia prossima al tratto di Adda dove Giorgio entrò (spinto, a questo punto) in acqua, in quanto proprio da quell’uomo Giorgio potrebbe esser stato ubriacato; manca la precisa ricostruzione, attraverso i filmati delle telecamere di Lodi, del percorso compiuto quella sera da Giorgio, il quale era uscito con l’unico obiettivo di un giretto prendendo un po’ di fresco in giorni più che afosi; bisognerà di nuovo interrogare titolari e frequentatori della palestra usata da Giorgio, che al momento del rinvenimento, indossava pantaloncini non suoi. Mamma Ombretta ci aveva già detto (e val la pena riportare per intero il discorso): «Era buono, generoso, disponibile. Non incline a reagire neanche quando lo offendevano. L’hanno tirato in mezzo, costretto a bere, fatto ubriacare, per deriderlo. L’hanno accompagnato in riva all’Adda e spinto a fare cose strane… delle stupide sfide… Non sopportava l’acqua, ne aveva assoluto terrore, non sapeva nuotare e non aveva mai voluto imparare. Forse l’hanno scaraventato nel fiume per vederlo affannarsi e disperarsi».

Le bugie, i tradimenti, la pista dell’omicidio

Lo scorso 13 gennaio Ombretta ha depositato un’opposizione all’archiviazione (indaga la procura di Lodi). Dopo oltre un mese, nessuna risposta. «Spesso penso a un pregiudizio: quello di dire che siccome Giorgio stava in un Centro psico-sociale, beh, allora avrà per forza fatto tutto da solo, impazzendo all’improvviso». La signora Ombretta, infermiera, donna gentile, non cerca vendette: cerca la verità. E forse questa volta gli inquirenti potrebbero scoprire chi, come e perché causò la morte di Giorgio Medaglia, che di certo, come da sottinteso del gip, non fece tutto da solo. Più d’uno ha mentito, più d’uno l’ha tradito, più d’uno l’ha assassinato.

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11 aprile 2022 (modifica il 11 aprile 2022 | 19:47)

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