Giuseppe Sala, lo sfogo del sindaco di Milano: «Non ho fiducia in un governo che non ascolta la città, zero aiuti nel 2022»

di Redazione Milano

Il Comune di Milano ha dovuto congelare 200 milioni di euro. Il sindaco Sala: «Da Roma arriverà zero o giù di lì, non si può costruire un bilancio equilibrato con numeri del genere». Già sospese alcune prestazioni del settore Welfare

«Non posso avere fiducia in un governo che non ascolta la città». Il Comune di Milano ha problemi a far quadrare i conti e il sindaco Giuseppe Sala è un manager che ha guardato bilanci per professione, da Pirelli a Telecom, fino a Expo. Problema: senza aiuti dallo Stato i numeri adesso saltano. Sono calate le entrate extratributarie. Sono spariti i dividendi di Sea (aeroporti) e Atm (trasporto pubblico locale) che hanno perso traffico e passeggeri con l’emergenza pandemica. Riecco Sala: «Negli ultimi anni il governo ha sempre celebrato Milano come suo traino. Per Expo, per le Olimpiadi, per la nostra forza propulsiva, per l’attrattività delle nostre università. Un governo che adesso sembra così lontano».

Il dibattito sul bilancio

Il Consiglio comunale di Milano è stato convocato lunedì 11 aprile proprio per discutere la manovra contabile post Covid: «Il punto — ha ricordato il sindaco in aula — è che Milano si è messa su un livello di spesa rilevante, ma lo ha fatto in virtù di entrate rilevanti. Assistiamo a un paradosso, ora: le città più virtuose, quelle che erano più in grado di generare entrate, oggi pagano un pegno maggiore e sono in difficoltà». A Palazzo Marino sono presenti anche alcuni parlamentari, convocati dai rispettivi gruppi consiliari perché si facciano portavoce delle criticità di Milano a livello nazionale e europeo. Per la Lega Nord ci sono Laura Ravetto e Igor Iezzi; per il Pd Simona Malpezzi, Eugenio Comincini, Barbara Pollastrini, Pierfrancesco Majorino e Franco Mirabelli; per Fratelli d’Italia Ignazio La Russa e Daniela Santanchè; per Forza Italia Graziano Musella e per Noi con l’Italia Maurizio Lupi.

I conti in crisi

Qual è la questione? Il Comune è già stato costretto a congelare 200 milioni di spesa corrente in via precauzionale fino al 31 maggio, ossia fino al termine dell’esercizio provvisorio. È la stessa cifra che manca nelle casse per chiudere il bilancio 2022. Tra gli assessorati più colpiti c’è n’è uno molto delicato, il Welfare, con 49 milioni e più di spese bloccate. La speranza è che il governo metta mano ai trasferimenti — che per ora stanno a zero — così da poter revocare il provvedimento. Altrimenti c’è il rischio che Milano debba procedere a scarto ridotto per quanto riguarda le spese e di conseguenza i servizi. Fino a dover passare dal congelamento ai tagli.

I trasferimenti da Roma

Milano ha ricevuto dal governo 478 milioni di euro nel 2020 e 467 milioni nel 2021. «E per il 2022? La risposta da Roma per ora è zero o giù di lì», è l’affondo di Sala: «Come se nel 2022 i problemi fossero risolti, è macroscopicamente evidente che non si può costruire un bilancio equilibrato con numeri del genere». Al momento, ha aggiunto il sindaco, «abbiamo congelato una parte della spesa ed è evidente che se sarò costretto a fare tagli, li farò perché è una mia responsabilità. Ma non posso esimermi dal dire che non ho fiducia di un governo che non vuole affrontare questa evidenza». La risposta a Sala arriva (indirettamente) da una lettera inviata dalla ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini alla presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi: «Il Comune di Milano ha beneficiato, nel 2020 e nel 2021, di circa 900 milioni di euro complessivi, che hanno consentito all’amministrazione di fronteggiare la situazione, senza interruzione di servizi».

Gli effetti del congelamento sul Welfare

Gli uffici della «direzione Welfare e salute» di Palazzo Marino hanno già comunicato che in via prudenziale, per almeno i prossimi due mesi, «in assenza di un quadro certo delle risorse disponibili» è necessario tirare il freno nell’offerta di servizi. Quando un cittadino ha bisogno di essere ospitato in una rsa (residenza sanitaria assistenziale) o rsd (residenza sanitaria per disabili), una parte della retta viene pagata dal sistema sanitario regionale, l’altra dall’assistito o dalla famiglia. Se questi ultimi non possono sostenere i costi, subentra il Comune. Era così fino a marzo, almeno. Con il «congelamento» stabilito da Palazzo Marino, invece, questa possibilità viene interrotta. L’effetto? Vengono bloccati gli ingressi in struttura degli anziani indigenti e gli interventi in loro favore, ad eccezione di quelli «irrinunciabili». È il caso di pazienti che devono essere dimessi dagli ospedali dopo numerosi solleciti dei reparti e che non hanno un’alternativa alla rsa. Per il mese in corso stato fissato un tetto massimo di 15 nuovi ingressi, compresi quelli già concordati con le famiglie. I termini diventano perentori per quanto riguarda maggio: si parla di «blocco assoluto», sempre con l’esclusione delle situazioni critiche. Stessa sorte per il ricovero in struttura dei disabili. Da subito viene introdotto il blocco, tranne che per i cittadini che devono lasciare l’ospedale in cui sono stati curati e che non hanno né madre né padre che si possano occupare di loro.

I segnali di Milano

«Milano cambierà ma cercherà di non buttare via il percorso fatto, abbiamo fatto dei grandi eventi e del turismo un volano per crescere. Vi voglio ricordare che nel 2014 c’erano 5 milioni di turisti, nel 2019 erano 10…». La polemica sull’asse Milano-Roma arriva nel giorno in cui Sala ha partecipato anche alla Borsa del Turismo con il governatore Attilio Fontana e il ministro Massimo Garavaglia. Nello stand della Regione Lombardia la star è stata Federica Brignone, vincitrice della coppa del mondo di sci e futura protagonista alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La città offre i primi segnali di ripresa dopo il Covid, ha detto il sindaco. Sono tornati i turisti soprattutto nel weekend. «Non buttiamo via tutto ciò ma rilanciamo — ha argomentato — Vogliamo tornare ad essere la Milano che corre. È il destino delle grandi città: fanno fatica a essere lente e a non sprigionare la loro energia». Serve carburante, però. I fondi da Roma aiuterebbero.

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11 aprile 2022 (modifica il 11 aprile 2022 | 18:51)

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