Raccolti oltre 382 mila euro a sostegno del popolo ucraino. Le piccole danzatrici Polina, Aleksa, Daria, Olha, Katerina, Sofiia e Mia iscritte ai corsi dell’Accademia scaligera
Dalla guerra alla Scala, una valigia di sogni per il viaggio e un messaggio in quattro lettere: pace. Sette ballerine ucraine, dagli otto ai 14 anni, sono state accolte dall’Accademia del Piermarini dopo la fuga dalle bombe. Un lavoro portato avanti in silenzio dal teatro fino alla serata speciale del 4 aprile, giorno in cui sono state ospitate nel palco reale per assistere al concerto diretto dal maestro Riccardo Chailly. Erano state le loro famiglie a contattare l’Accademia, inviando curriculum e video, nei giorni in cui la Russia aveva invaso l’Ucrana ed era scoppiato il conflitto ai confini dell’Europa. La prima mail era arrivata a Milano il 5 marzo. L’Accademia della Scala si è mossa subito. Una bimba, la più piccola, ha già iniziato la propedeutica (riservata agli under 10). Le altre sono state iscritte al corso di ballo dell’Accademia. Tutte hanno iniziato a frequentare le scuole statali di Milano. Si chiamano Polina, Aleksa, Daria, Olha, Katerina, Sofiia, Mia. Provengono dalle accademie di Kiev e Kharkiv, tra le altre. Danzano la voglia di vivere. Grazie al supporto della comunità di Sant’Egidio e dell’Associazione di Comunità Spazio Aperto, le famiglie hanno trovato una sistemazione in città. I dipendenti del Piermarini hanno aperto una sottoscrizione, alcuni mecenati hanno contribuito alle spese. Lieto fine, confidando che la vita «normale» possa poi ripartire.
Il concerto per la pace
È una giornata speciale per la Scala, il 4 aprile. Il teatro ha raccolto oltre 382 mila euro con il concerto per la pace (263.006 euro dalla biglietteria e 119.687 euro di donazioni al fondo #milanoaiutaucraina e alla Croce Rossa Italiana). Lo Stabat Mater di Rossini ha un cast stellare: tutti gli artisti — tra cui la violinista Kateryna Poteriaieva scappata con la figlia da Leopoli a Lecco — si esibiscono gratuitamente sotto la direzione del maestro Chailly. Nel pubblico il sindaco Giuseppe Sala, il governatore della Lombardia Attilio Fontana («Grande solidarietà a quanti soffrono per colpa di una guerra assurda che tutti ci auguriamo possa concludersi al più presto») e il console ucraino Andrii Kartysh (che ha voluto incontrare le giovanissime ballerine assieme a Sala). In sala, tra gli altri, il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e il soprano Angela Gheorghiu.
Gli arrivi dei profughi
Nessun ticket omaggio: dal sovrintendente al sindaco, tutti gli spettatori hanno pagato il biglietto. «È una cifra significativa quella raccolta con il concerto», afferma il sindaco. In merito agli arrivi dei profughi, aggiunge: «I numeri sono sempre quelli, abbiamo circa 150 arrivi al giorno. Non si sa quanto questa situazione andrà avanti e cosa ci sarà da fare, ma quel che c’è da fare lo faremo». A supportare la macchina della solidarietà milanese c’è anche l’ex calciatore del Milan Andriy Shevchenko: «Ci sta aiutando — conclude Sala — Abbiamo fatto una riunione con lui».
Il sovrintendente Meyer
«Il protrarsi della guerra e l’emergenza profughi hanno imposto a tutti di prendere posizione e agire», ha commentato il sovrintendente del Piermarini, Dominique Meyer: «La Scala, che è sempre stata presente nei momenti salienti della vita civile della città e del Paese, si è mobilitata e desidero ringraziare i lavoratori del teatro che hanno chiesto da subito un gesto di solidarietà. Ringrazio inoltre le aziende e i donatori che hanno sostenuto il progetto e tutti coloro che hanno partecipato acquistando i biglietti e in molti casi aggiungendo una donazione».
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4 aprile 2022 (modifica il 4 aprile 2022 | 20:44)
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