S&P: emissioni titoli di Stato nel 2022 +30% sul periodo pre-Covid. Debito globale record a …

S&P stima che i collocamenti globali di titoli di Stati raggiungeranno i 10,4 mila miliardi di dollari nel 2022, un terzo al di sopra della media pre-Covid che è sempre stata attorno ai 7.500 miliardi. Nonostante la ripresa economica post pandemia, S&P, spiega nel suo ultimo rapporto sui prestiti globali pubblicato oggi, si attende che l’indebitamento si manterrà elevato “a causa delle forti necessità di rifinanziamento, delle sfide delle politiche fiscali, nonché dell’elevata inflazione e della polarizzazione dello scenario sociale e politico”, ha affermato Karen Vartapetov, analista del credito di S&P Global Ratings.

Le ripercussioni macroeconomiche globale del conflitto tra Russia e Ucraina metteranno ulteriori pressioni al rialzo sulle necessità di finanziamento dei governi per quest’anno. Inoltre, l’inasprimento delle condizioni monetarie causerà un aumento dei costi di finanziamento per i governi. Ciò creerà ulteriori difficoltà per i Paesi che non sono stati in grado di rilanciare la crescita, di ridurre la propria dipendenza da finanziamenti in valuta estera e che hanno tassi d’interesse già notevolmente elevati. Nel caso delle economie avanzate, è probabile che i costi di finanziamento, seppur in aumento, si mantengano al di sotto del tasso d’interesse effettivo sullo stock di debito esistente, il che consentirà di consolidare i bilanci e di focalizzarsi su riforme volte a favorire la crescita.

Per S&P anche prima del conflitto Russia-Ucraina, i governi stavano affrontando il difficile compito di normalizzare le loro politiche fiscali pur in presenza di prospettive di crescita fragili e crescenti divari socioeconomici. Questi fattori manterranno il debito sovrano ben al di sopra dei livelli pre-pandemia quest’anno e oltre e l’aumento del costo del denaro complicherà ulteriormente le prospettive fiscali e di finanziamento, con alcuni mercati emergenti a rischio di stress creditizi. S&P spiega che indipendentemente dalla durata della guerra è probabile che le ostilità militari, le sanzioni e i relativi rischi politici rimangano in essere per diverso tempo.

In ogni caso i 10,4 mila miliardi sono il 30% in meno rispetto al record del 2020, quando gli effetti negativi della pandemia di Covid-19 e le corrispondenti risposte di politica fiscale hanno provocato una situazione senza precedenti nell’aumento del fabbisogno di finanziamento pubblico. S&P nota che l’incertezza indotta dalla pandemia ha portato molti sovrani ad accelerare i prestiti a breve termine. La tendenza è stata particolarmente visibile, ad esempio, negli Stati Uniti, in Giappone, e Germania, dove la quota dei prestiti a breve termine è salita a oltre un terzo del totale durante la pandemia. Di conseguenza, il tasso di rollover per le nazioni del G7 è salito a circa il 27% del debito totale nel 2021-2022 in media rispetto al 21% nel 2019, secondo le stime di S&P.

“Gli Stati Uniti e il Giappone sono di gran lunga i maggiori emittenti sovrani. Stimiamo che rappresenteranno circa il 60% del totale dei prestiti sovrani globali nel 2022, con i soli Stati Uniti che contribuiranno per circa il 38% del totale globale, seguono la Cina con 825 miliardi di dollari nel 2022 e Italia, Francia, Brasile, Regno Unito e Germania, ciascuno dei quali S&P stima che raccoglierà tra i 250 miliardi e i 350 miliardi nel 2022”, conclude S&P.

Altri risultati chiave delle proiezioni per il 2022 su 137 sovrani rivelano che lo stock di debito sovrano commerciale raggiungerà un record di 66,5 mila miliardi di dollari entro la fine dell’anno, rispetto ai 63,4 mila miliardi del 2021, un netto balzo rispetto ai 48 mila miliardi del periodo pre-Covid. E oltre metà è costituita anche in questo caso dagli Stati Uniti (23,6 mila miliardi) e dal Giappone (10,7 mila miliardi). Per l’Italia sono previsti 2,67 mila miliardi. Il gruppo di nazioni del G7 continuerà a contribuire con il 70% dello stock di debito commerciale totale di tutti i titoli sovrani valutati e i prestiti sovrani investment grade (rating BBB- e superiore) rappresenteranno la maggior parte dell’emissione totale. (riproduzione riservata)

di Livio Andrea Acerbo #greengroundit #coronavirus #covid19 – fonte originale qui