Sono stati moltissimi i lavoratori che appresa la notizia dell’incontro ufficiale tra Governo e Sindacati hanno voluto lasciare un suggerimento agli stessi, enlla nostra sezione ‘commenti’ affinché ottengano qualcosa il 7 aprile giacché sono stati finalmente convocati da Draghi per riaprire il tavolo sulle pensioni. In realtà rende noto la Presidenza del Consiglio ‘ I segretari generali di Cgil. Cisl e Uil sono stati convocati giovedì 7 aprile a Palazzo Chigi per discutere della situazione economica attuale.”
Proprio per questa ragione l’incontro convince poco i nostri lettori che risultano , a dire il vero, anche molto sfiduciati nei confronti dei sindacati, che a detta loro hanno fatto davvero troppo poco per opporsi al silenzio imbarazzante del Governo. Ecco perché alla luce dei fatti vi è chi afferma che il 7 aprile il rischio sarà quello di parlare della crisi attuale, del conflitto bellico in atto e dei danni economici da Covid e dei loro effetti su lavoratori e pensionati e che dunque la riforma pensioni passi in secondo piano, vi è chi sostiene che comunque l’incontro per portare effetti significativi nel DEF avrebbe dovuto essere richiesto e ottenuto dai sindacati molto prima, in quanto ora è praticamente inutile, e ancora chi sostiene che dato il poco tempo a disposizione per ottenere qualcosa, sarebbe opportuno smetterla di optare su quota 41 e uscita dai 62 anni, che tanto il Governo non concederà mai, per cercare di ottenere almeno una flessibilità con lievi penalizzazioni dai 64 anni o un’uscita contributiva con qualche mese in meno: 42 anni per gli uomini e 41 per le donne.
Insomma una sorta di compromesso, al fine di non uscire nuovamente a mani vuote. Riportiamo alcuni dei commenti che riprendono quanto sopra.
Riforma pensioni 2022-2023, i lavoratori: Gli incontri portino a fatti, parole ne abbiamo sentite abbastanza
Franco: “Sono anni dove si fanno incontri dopo incontri, solamente per prendere tempo e fissare altri incontri che faranno seguito ad un altro incontro, per dire che ne parleremo nell’incontro successivo. FATTI E NON PAROLE!”.
Andrea: “Per salvaguardare il futuro dei giovani non bisogna produrre altro deficit. Quindi giuste le proposte dei sindacati sulla flessibilità, ma chiaramente si va in pensione con delle penalità. È anche una questione di rispetto per le generazioni più giovani”
Jocelyne Deu, sfiduciato: “Il 7 aprile non cambierà nulla se l’incontro si terrà sarà solamente per ribadire che per adesso non si può fare nulla per le riforme pensioni, i soldi servono per incrementare l’armamento militare non importa se noi italiani c’è la facciamo o meno a continuare a lavorare, io ho 63 anni il prossimo gennaio e lavoro in un panificio di carasau sardo e vi assicuro che per me non è pesante ma di più e il mio lavoro non rientra nemmeno tra gli usuranti e i gravosi. I sindacati? Io non ci credo più non servono più a nulla. Rassegnamoci e andiamo avanti fino a 67 sempre a arrivarci”
Marc dalla sua rincara la dose e cerca di spronare i sindacati affinché si impuntino per ottenere qualcosa di concreto e non solo promesse per il futuro: “Leggo da più parti che la presentazione del DEF è prevista per il 5- 6 aprile. Guarda caso il Governo ha tempo solo il 7 di parlare con i sindacati. Del resto mi pare che anche Ghiselli sia consapevole del fatto che nel DEF al massimo si dirà per le pensioni poi vediamo, quello che mi stupisce e mi rammarica e che questa la consideri una cosa “importante”. Se questo è il modo che il massimo che i sindacati possono fare cioè plasmarsi alle prese di posizione del Governo, tanto vale che abbandonino la partita perchè così non c’e storia!
Riforma pensioni 2022-2023: inutile chiedere quota 41 e via dai 62 anni d’età, non verranno concesse
Mauro punta ad una riduzione dei mesi, molti la pensano come lui e propongono di eliminare le finestre di decorrenza e di diminuire di almeno 10 mesi l’uscita contributiva per uomini e donne, Marco dalla sua punterebbe a scendere due mesi sotto i 42 anni: “E da qualche anno che hanno questa cosa in mente è il governo dice no allora perché non mediare ? Come ripeto da tempo tra 42 anni 10 mesi + 3 di finestra e i 41 per tutti ballano 2 anni possibile che non si possa mediare una 41 e 8 mesi per tutti?”. Ipotizziamo Marco per le donne abbia in mente trattamento analogo e dunque 40 anni e 8 mesi.
Fabio dalla sua è favorevole a portare a casa il ‘piuttosto’ rispetto al nulla: “Concordo, 42 anni uomini 41 donne”
Sergio è decisamente più diretto: I sindacati la devono poi finire di mettere sul piatto solamente l’uscita a 62 anni e la quota 41, cose impossibili da ottenere, quindi si accontentino di portare a casa anche la proposta Raitano o Tridico, con uscita dai 63-64 anni con penalità, sempre che Draghi voglia discuterne e, nel caso si alzi e se ne vada, come già fatto in passato, inizino le azioni dure e indispensabili da fare per contrastarlo. Poi aggiunge “Considerata la notizia dell’ultima ora, cioè che Draghi ha convocato per giovedi 7 aprile i Sindacati, penso che ora o mai più debbano mettere in chiaro che la flessibilità in uscita va fatta a tutti i costi– non si capisce cosa ha in testa Draghi ,ma ora è il momento di agire con fermezza , strappando almeno l’uscita a 64 anni con la penalizzazione del 1,5% o 2% massimo sulla quota retributiva, che mi sembra la proposta più ragionevole, fatta da Raitano- come anche quella di Tridico con l’anticipo della quota contributiva-per non parlare degli invalidi che dal 74% in su , dovrebbero uscire a 64 anni massimo senza penalizzazioni e con 35 anni di contributi, non con la misera ape social– comunque sempre meglio queste ipotesi che la possibilità di uscire col calcolo contributivo, cosa assurda per chi ha il misto e età elevata, perchè questo vorrà concedere Draghi. Il mio sospetto è che li abbia convocati per dire che la situazione è critica per la guerra e il caro bollette e caro prezzi, quindi non ci saranno aperture- e allora dico ai Sindacati di non farsi prendere per i fondelli, giacchè i soldi come ci sono per le spese militari, per la riforma del catasto, per la riforma della giustizia e via dicendo, cosi devono essere tirati fuori per la riforma pensioni , di cui si sta discutendo da mesi ormai, diventando una barzelletta- i sindacati combattano affinché si facciano le cose serie ed eque- si perchè finora di equita non si è vista nemmeno l’ombra, considerato quello che stiamo pagando , con la condanna di uscire a 67 anni.
Cosa ne pensate delle considerazioni dei nostri lettori, sarebbe meglio portare a casa qualcosa piuttosto che continuare sulla richiesta quota 41 e uscita dai 62 per quanto riguarda la flessibilità in uscita, o i sindacati non devono affatto scendere a compromessi? Fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.
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di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte
