I rilievi dei carabinieri a Rescaldina. Il procuratore: «Sequestrati device elettronici che saranno analizzati». Accanto al letto della donna tanti peluche
Nonostante il killer abbia fatto di tutto per pulire il meglio la scena del delitto, non è stato difficile per i carabinieri del Sis di Brescia individuare le tracce di sangue appartenenti, con ogni probabilità, a Carol Maltesi, la donna di 26 anni uccisa dal reo confesso Davide Fontana, 43 anni, da qualche tempo suo agente nel mondo dell’hard, nonché fotografo oltre che impiegato di banca. I carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del comando dei Brescia sono entrati nell’appartamento degli orrori alle 9 di sabato. Poco dopo, in via Barbara Melzi 9, non lontano dal municipio di Rescaldina, è arrivato anche il capo della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, Carlo Nocerino. Anch’egli è entrato nel piccolo appartamento di Carol, posto su due livelli, dove è avvenuto l’omicidio tra il 10 e l’11 gennaio scorso e la dissezione dei resti della ragazza da parte del vicino di casa, che nella notte tra lunedì e martedì ha confessato il delitto davanti ai carabinieri di Brescia.
Tracce di sangue
«Nonostante l’appartamento sia stato ripulito con grande cura da chi ha commesso il delitto — ha detto Nocerino — abbiamo trovato tracce ematiche e riscontri alle dichiarazioni fatte da Fontana» davanti ai magistrati bresciani: magistrati competenti per territorio, visto che l’assassino si è sbarazzato dei resti di Carol gettandoli in un dirupo in Val Camonica, esattamente al confine tra le province di Brescia e Bergamo. Resti poi ritrovati il 20 marzo scorso
. Sabato mattina i carabinieri del Sis hanno ispezionato e fotografato tutti gli angoli dei due ambienti dove abitava la ragazza: il piano terra, dove chi ha ucciso ha sistemato un grosso congelatore capace di contenere i resti di Carol ottenuti dopo il sezionamento e il primo piano, dove si trova il letto e il palo da lap dance a cui Fontana ha detto di aver legato Carol con la scusa di girare un video erotico, per poi afferrare un martello e colpirla tante volte, fino a farla morire. Sono stati sequestrati anche device elettronici, che verranno analizzati.
I peluche accanto al letto
Ora Davide Fontana è in carcere a Brescia, accusato di omicidio volontario: un omicidio scaturito dalla mente di un uomo che «non voleva assolutamente accettare l’idea di non vedere più la donna» che gli aveva annunciato di voler lasciare Rescaldina per andare dal figlioletto in Veneto e poi, forse, a Praga. A Carico di Fontana, come ha riferito Nocerino, «non sono emersi precedenti psichiatrici di alcun tipo». «La cosa che ha suscitato tristezza e anche tenerezza — ha detto il magistrato — è l’aver visto accanto al letto di Carol molti pupazzetti e peluche». Erano suoi, ma forse anche un regalo per il suo piccolo.
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2 aprile 2022 (modifica il 2 aprile 2022 | 17:42)
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