Mesenzana, l’ultimo saluto ad Alessio e Giada, uccisi dal papà: «Sarete sempre qui, a un passo dal cuore»

di Andrea Camurani

Commozione e messaggi d’affetto al funerale dei due bambini di 7 e 13 anni. Il padre, Andrea Rossin, li ha accoltellati mentre dormivano e poi si è tolto la vita

Chiusi i negozi per il lutto cittadino segnato pure dalle bandiere a mezz’asta per dare l’ultimo saluto a Giada e Alessio, 13 e 7 anni, pugnalati nel sonno dal padre un giovedì 24 marzo in una villetta bifamiliare del piccolo paese incastonato alle pendici delle montagne dell’Alto Varesotto, fra Valcuvia e Luinese. In migliaia sono arrivati a Mesenzana nella mattinata di sabato.

I messaggi d’affetto

Le esequie hanno visto sfilare in silenzio le due bare bianche fra le ali di una folla che non è riuscita a contenere l’enorme commozione. «Alessio pedalava velocissimo», ha letto una zia delle piccole vittime riferendosi alla passione del nipote per la bici, «Giada era una principessa e aveva un carattere perseverante, un’adolescente piena di splendore». Poi, rivolta alle piccole vittime: «Se il vostro ricordo sarà in tutti noi, voi sarete sempre qui, a un passo dal cuore». Una tragedia che ha lasciato il segno della piccola comunità che la mattina del 24 marzo, un giovedì, si è svegliata fra i lampeggianti dei carabinieri e delle ambulanze accorse dopo le grida della mamma dei due bambini. Era appena entrata in casa per portarli a scuola: così ha scoperto l’omicidio dei figli seguito dal suicidio del compagno.

Psicologi per i compagni di classe

Difficile comprendere. Impossibile spiegare. Per questo da giorni un team di psicologi della Croce Rossa sta seguendo le famiglie dei compagni di classe dei due bambini (Alessio frequentava la seconda elementare, Giada le medie), ma anche gli amichetti dell’oratorio e gli stessi compagni di scuola. Le parole del parroco Don Michele Ravizza, pronunciate in una chiesa parrocchiale stracolma e per questo arrivate anche al pubblico che stava all’esterno, sono state rivolte proprio al dolore e alla fatica di trovare una spiegazione. «Come faremo ad andare avanti? La morte non è l’ultima parola nella vita di Giada e Alessio e nella nostra vita» ma è «una croce che fiorisce, siamo certi che il futuro come la primavera tornerà a fiorire».

La dedica alle vittime

Il sindaco Alberto Rossi ha annunciato di avere intenzione di intitolare l’area pubblica antistante l’istituto comprensivo statale Domenico Zuretti proprio ai due ragazzi uccisi. «Fate un bel viaggio verso il cielo», ha detto il sindaco prima che i palloncini dedicati ai bambini venissero lasciati volare in cielo. A guardarli anche Luana, la madre dei ragazzi, distrutta dal dolore e abbracciata dAa una amica e dal parroco, oltre che metaforicamente da tutto il paese. Già giovedì sera era stata organizzata una fiaccolata, primo momento pubblico di condivisione del dolore. In quell’occasione tanti indossavano una maglietta con una scritta semplice, ma importante in questo momento: «Luana non sei sola». Lunedì a Varese in forma privata si terrà l’altro funerale, quello dell’omicida, il 44enne Andrea Rossin.

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2 aprile 2022 (modifica il 2 aprile 2022 | 16:47)

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