di Giorgia De Cupertinis
Nuove possibilità spalancano le porte dell’Università, dalle contribuzioni studentesche fino alle modifiche riguardanti i concorsi docenti. A favore del diritto allo studio, infatti, l’Ateneo ha deciso di rafforzare ulteriormente le misure a sostegno dei redditi medio-bassi: il cda, su proposta della governance, ha dato l’ok a una manovra di 2 milioni di euro totali.
Obiettivo: innalzare la soglia attuale della no tax area – fissata ora a 23mila euro di Isee – fino a 26mila, già a partire dal prossimo anno accademico se la Regione interverrà per aumentare il valore minimo di Isee entro cui concedere la borsa di studio. Dall’altra parte, se resta invariato il sistema di calcolo della contribuzione per i redditi compresi tra 23mila e 33mila (che godono già di agevolazioni), l’Università intende introdurne ulteriori anche per la fascia da 33mila a 45mila euro: “Lo sgravio per questa fascia è difficile da prevedere in maniera puntuale – sottolinea il rettore Giovanni Molari – ma l’impatto di questa misura specifica è nell’ordine di grandezza del milione di euro”.
“Quella che sembra una piccola modifica è, invece, di grande importanza: chi paga circa mille euro, potrà risparmiarne anche duecento – aggiunge il delegato agli studenti, Federico Condello”.
I benefici abbracceranno anche gli stranieri con una sorta di ’flat tax’ ( per gli studenti extra-Ue ci sarà, quindi, una contribuzione fissa per tutti, differenziata solo sulla base del Paese di provenienza) e gli studenti al secondo anno fuori corso, in debito della sola prova finale e con Isee uguale o inferiore a 35mila euro. Questi ultimi potranno richiedere – se non completeranno gli studi entro la prossima scadenza – di accedere a una contribuzione fissa calmierata, pari a 500 euro per l’iscrizione all’anno accademico successivo, a condizione che i richiedenti conseguano il titolo entro il 30 settembre. Si avrà altrimenti accesso a una contribuzione fissa calmierata pari a 1.000 euro se si consegue il titolo entro il 31 dicembre.
Modifica anche per la selezione per il personale docente di prima e seconda fascia: dopo che la Commissione avrà proposto una lista di candidati (massimo tre) sarà lo stesso Dipartimento a scegliere il più meritevole, riservandosi anche la possibilità di far sostenere agli aspiranti docenti un seminario prima di proporne al Consiglio di amministrazione la chiamata in ruolo. “È giusto responsabilizzare di più il Dipartimento e superare quel modo rigido che avevamo di fare concorsi – conclude Molari –. Così, invece, viene dato un giudizio e il Dipartimento sceglierà poi in funzione alle competenze e le necessità”.
di Livio Acerbo #greengroundit #notizie – fonte
