Covid, contagi in aumento: sono i ragazzi a infettarsi di più – Il Sole 24 ORE

I punti chiave

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Nell’ultima settimana si è registrato un aumento del numero dei casi Covid segnalati, ma il numero delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva continua a diminuire. In discesa anche il numero settimanale di decessi. Questa la fotografia scattata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nel bilancio contenuto nel report esteso, che integra il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Diverse le cause dell’aumento di casi: rilassamento della popolazione e allentamento delle misure, progressiva diffusione della più contagiosa Omicron BA.2, calo della protezione vaccinale sul contagio, persistenza di basse temperature che costringono ad attività al chiuso.

Incidenza più alta nella fascia 10-19 anni

Dal monitoraggio settimanale, relativo al periodo 7-13 marzo si è evidenziato, a livello nazionale, un aumento dell’incidenza a 576 per 100.000 abitanti, rispetto a 429 per 100.000 abitanti della settimana precedente (28 febbraio-6 marzo). In aumento l’’incidenza in tutte le nelle fasce d’età. Ma in particolare tra i ragazzi. Quella più alta è nella fascia 10-19 anni (956 nuovi casi ogni 100mila abitanti), seguita da quella 0-9 anni (767), 30-39 anni (682), 20-29 anni (660) e 40-49 anni (631).

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Anziani meno contagiati

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p class=”atext”>Incidenza più bassa tra gli anziani (302 nuovi casi ogni 100mila abitanti nella fascia 80-89 e 320 nella fascia 70-79 anni), meno protetti dal vaccino perché sono stati i primi a ricevere la terza dose, ma generalmente con copertura vaccinale più alta (oltre l’80% ha fatto la terza dose)

L’andamento territoriale

Incidenza è più alta al centro-sud, in particolare in 8 regioni (Umbria, Puglia, Calabria, Marche, Basilicata, Lazio, Abruzzo e Toscana) mentre per ora va meglio il Nord con minore circolazione virale nelle tre maggiori regioni dove vivono quasi 20 milioni di persone (Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna) nonostante la prevalenza di Omicron 2 sia più elevata (68%), mentre risulta più bassa (32%) al Sud

Rt in crescita

Nonostante il 31 marzo ci sarà lo stop allo stato di emergenza, la pandemia non è terminata, ribadiscono gli esperti e, anzi, si registra una “alta circolazione del virus”, come hanno riferito ieri il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando il monitoraggio, e il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro che ha parlato di una proiezione dell’indice di trasmissibilità Rt a 1,24, verso la soglia epidemica.

Livio Andrea Acerbo #greengroundit – fonte