Caro bollette, Milano spegne per protesta le luci di Castello e Palazzo Marino. Sala: “Il governo ci ascolti”

Palazzo Marino e il Castello Sforzesco: due tra i luoghi simbolo di Milano, “città dalle mille luci”, questa sera hanno spento per un’ora, dalle 20 alle 21, per “aderire all’iniziativa dell’Anci contro l’aumento dei costi dell’energia”. Ad annunciarlo è stato il sindaco Beppe Sala, puntando il dito contro il caro bolletta “che incide negativamente sui bilanci degli enti locali, limitando la possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini”. Una considerazione, e un appello: “Al governo chiediamo ascolto e misure per il bene delle nostre comunità”.

Un rincaro che incide negativamente sui bilanci degli enti locali limitando la possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini. Al Governo chiediamo ascolto e misure per il bene delle nostre comunità. pic.twitter.com/7Moqwo0esy

— Beppe Sala (@BeppeSala) February 9, 2022

Perché le grandi città, è evidente, sono energivore: “Milano va molto a led – aggiunge il sindaco – e non possiamo fare molto di più se non ridurne l’utilizzo, ma questo andrebbe a scapito della qualità del servizio. E’ un problema su cui c’è molto da fare e noi ci stiamo lavorando insieme agli altri Comuni”. Una questione, quella del rincaro dell’energia, spiega, che “non deriva da un’accelerazione sulla transizione ecologica”, ma da “situazioni geopolitiche” e da problemi di “approvvigionamento”. Tradotto, non si cerchino alibi per frenare uno tra i cardini su cui Milano sta investendo: innovazione e tecnologie anche in ambito energetico.

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08 Febbraio 2022

Iniziative analoghe, sempre dalle 20 alle 21, si sono tenute anche nel resto della regione (così come in tutta Italia): dalla Villa Reale di Monza alle Mura veneziane di Bergamo, patrimonio dell’Unesco; da piazza Cermenati a Lecco e Palazzo Loggia a Brescia, passando anche per i Comuni più piccoli come Treviglio che spegnerà la Torre Civica, il campanile simbolo della città. “Confido nella concretezza del premier Draghi nel venire in aiuto a tutte le amministrazioni che sono alle prese con una difficile stagione di ripartenza”, spiega il sindaco di Monza Dario Allevi. Perché “i rincari previsti potrebbero ripercuotersi negativamente sui bilanci degli Enti locali”.

Sono spente da tempo, invece, le luci di diversi settori dello spettacolo. Tra chi, infatti, già prostrato dalla pandemia, patisce in maniera particolare il caro bollette, c’è tutto un mondo, fatto di operatori e lavoratori, che di energia vive: quella del pubblico, mancato a intermittenza in questi due anni, e quella elettrica. A puntare un faro sul tema è l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: “L’impennata dei costi dell’energia” va “monitorata” attraverso “un’interlocuzione” che c’è ed è “ottima” con il “governo”, ma che deve innescarsi anche con gli altri “assessori dei capoluoghi italiani”.

Perché, ribadisce Sacchi, teatri, cinema e live club “stanno vivendo una sofferenza prolungatissima” data da un lato “dall’impennata dei costi dell’energia” e dall’altro “dalla prudenza e dalla diffidenza” dei potenziali spettatori. Un prezzo altissimo, quello pagato dagli operatori dello spettacolo, che si tradurrà con l’aumento dei costi, fino al 30 per cento in più, di alcune produzioni di teatri come il Nazionale e il Lirico. Una necessità per compensare la quale, ricorda Sacchi, sarà confermato anche quest’anno il biglietto sospeso, “un sostegno economico che stiamo rimodulando per aiutare il pubblico a tornare”.

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