Gli studenti hanno organizzato un picchetto fuori dalla scuola, consentendo l’ingresso dei docenti e dei compagni che desideravano assistere alle lezioni (“non più di quattro classi”, raccontano) per poi riunirsi in assemblea e decidere l’occupazione. “Per troppo tempo siamo rimasti in silenzio, isolati nelle nostre stanze, spesso alle prese con disagi e fragilità – spiegano i ragazzi – Abbiamo scelto l’occupazione, in quanto atto di protesta incisivo ed esplicito, per far sentire la nostra voce e reclamare il nostro diritto a una scuola inclusiva, sicura e attenta alle nostre necessità, per ripensare il post pandemia”.
La protesta “non è contro i nostri insegnanti o la dirigente, ma contro l’istituzione scuola incapace di comprendere e affrontare i nostri problemi” spiegano, sottolineando l’importanza di “creare spirito di unità e coesione tra gli studenti, cosa che ci è stata impedita negli ultimi due anni di pandemia”. Perciò si sono già organizzati e nelle classi stanno tenendo 24 tra corsi, dibattiti, riflessioni e assemblee “anche su temi che si solito non trovano spazio a scuola, affinché possa avvenire uno scambio di opinioni che ci arricchisca”.
Liceo Carducci di Milano occupato, gli studenti: “No a scuola azienda, basta classi pollaio”
07 Febbraio 2022
La protesta del Beccaria, il quinto istituto occupato da gennaio, dopo il liceo classico Manzoni, il Severi Correnti, il Carducci e il Vittorio Veneto, si unisce a quelle delle altre scuole. Da qui la volontà di sollevare un dibattito serio e responsabile su tematiche precise: i programmi ministeriali fitti e articolati, “che obbligano i professori a spiegazioni rapide e nozionistiche escludendo la possibilità di riflessione e dibattito collettivo”; i problemi di natura edilizia e strutturale che “creano pericoli e necessità di riorganizzazione sommaria degli spazi”; l’attuale organizzazione delle attività dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) che “è inadeguata e non arricchisce l’esperienza formativa degli studenti, tantomeno guida all’orientamento in uscita”. Chiedono poi per il Beccaria “figure competenti e specializzate per l’orientamento universitario, il benessere psicologico e la gestione delle procedure burocratiche”.
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07 Febbraio 2022
E non manca l’attacco alla politica: “La scuola sta diventando strumento di propaganda – spiegano – Lo scritto di maturità è un frettoloso tentativo di restaurazione che ignora le nuove competenze acquisite negli ultimi due anni con la Dad. Lo stesso Consiglio superiore della pubblica istruzione ha espresso forti perplessità su questa formula”.
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