Milano, Liliana Segre al Memoriale della deportazione: “La speranza che le cose cambino è nei ragazzi”

MILANO – Liliana Segre lo dice apertamente: “La speranza è qui, sono i giovani”. Dopo aver letto un messaggio di minacce ricevuto dopo essersi vaccinata contro il Covid da una persona che ha denunciato. Un segnale di speranza rivolto, invece, ai tanti giovani che sono venuti ad ascoltarla al Memoriale della Shoah. Insieme alla comunità ebraica e la Comunità di Sant’Egidio per ricordare gli ebrei partiti dalla stazione Centrale il 30 gennaio 1944 per i campi di concentramento. Cerimonia che era stata rinviata per consentire a Segre di partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, ma che ieri ha assunto un siginificato ancora più drammatico. Visto che il 6 febbraio è sato il giorno dell’arrivo di Segre ad Auschwitz. 

Shoah, Liliana Segre racconta la minaccia ricevuta e poi abbraccia i ragazzi: “Voi siete la speranza”

La senatrice ricorda con amarezza che dopo “aver sentito l’odore della carne bruciata, vissuto come un animale nelle baracche di Auschwitz, visto quello che ho visto e aver sopportato quello che ho sopportato, dopo essere riuscita a tornare a una vita, essermi sposata ed aver avuto dei figli e dei nipoti, oggi, da due anni e mezzo ho una scorta perché sono minacciata, ricevo parole orribili”. Un monito per ricordare a tutti che “coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo”. Sono arrivati dai licei e da istituti tecnici pubblici e privati. Dal Carducci, dal Vittorio Veneto , dall’istituto Gonzaga. Dal liceo di Scienze applicate Maxwell.

Ci sono i volontari di Sant’Egidio, ex rifugiati, che ora sono volontari. Alcuni hanno conosciuto la tragedia della Shoah sui libri di scuola. Altri da film come Schindler’s List di di Steven Spielberg. Altri ancora perfino dalla canzone Auschwitz di Francesco Guccini. “Per me è stata fondamentale l’educazione dei miei genitori – racconta un giovane – . Sono un appasionato d’arte e il film di Spielberg mi ha aiutato a capire”. Un altro studente riferisce: “Anch’io sono stato fortunato. È vero che tra i miei coetanei c’è molta indifferenza, ma per me non è stato così”. Per una ragazza, l’evento “è un’occasione per sentire Liliana Segre che ammiro.Non so se mi ricapiterà ancora”.

Visto che la senatrice a vita, per ragioni di età, ha interrotto dopo trent’anni le visite alle scuole per raccontare la sua storia. Ad ascoltarla c’è pure Alpha, arrivato dalla Libia come rifugiato nel 2016. Racconta che “fino al 2018 dormivo sui marciapiedi a pochi passi dalla stazione Centrale, ma non sapevo dell’esistenza del Memoriale della Shoah. In Libia non sapevamo nulla di quello che è accaduto. Oggi aiuto chi ha bisogno”.  La musica dell’adagio per archi di Samuel Barber in sottofondo aggiunge emozione ad emozione. Il rumore dei convogli dei treni che passano sopra il sotterraneo del Binario 21 rende l’atmosfera della cerimonia più toccante. Alla fine, alcuni studenti partecipano ad un corteo e posano un cartoncino in un cesto con un messaggio di ricordo. 

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi collegato da remoto sottolinea che: “La scuola non deve parlare solo agli studenti, ma anche agli adulti, che hanno l’obbligo morale di accompagnare i giovani ad avere una coscienza sul passato”. In platea, tra gli altri, c’è Milena Santerini, coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo. Il presidente di Anpi Roberto Cenati che dice: “Liliana Segre come sempre lancerà un messaggio di ottimismo. Come quando ricorda di aver preferito la vita alla morte”. Per i Giovani per la Pace parla Lara Beretta. Gli studenti ringraziano la senatrice. “Mi ha colpito quanto il ricordo le abbia lasciato il segno e quanto debba continuare a lasciarlo” riferisce una studentessa. Il ragazzo che le sta vicino commenta: “Ci ha spronato a reagire all’indifferenza che ci circonda”

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