Inail: “Nel 2021 in Lombardia oltre 100 mila feriti e 164 morti sul lavoro”. Pd regionale: “Mozione urgente”

Nel corso del 2021 in Lombardia sono state oltre 87mila le persone rimaste ferite e 116 quelle morte sul posto di lavoro: è la situazione fotografata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Se si considerano anche gli infortuni “in itinere” (cioè avvenuti andando o tornando a casa dal lavoro), che sono stati 16.336, i feriti in Lombardia nel 2021 salgono a 103.823 (oltre ottomila al mese). E i morti a 164. In media, 13 infortuni mortali al mese, quattro alla settimana

Proprio nel giorno in cui l’Inail ha presentato i dati relativi all’anno appena trascorso e due operai sono rimasti schiacciati da una gabbia metallica di circa cento chili a Cardano al Campo (nel Varesotto), il Pd lombardo annuncia per domani una mozione urgente in Consiglio regionale sugli infortuni e le morti da lavoro.

“La ripresa dopo i mesi più duri della pandemia ha coinciso con un aumento degli incidenti sul lavoro, purtroppo anche mortali – si legge in una nota firmata dai consiglieri regionali Matteo Piloni e Raffaele Straniero – C’è un grande problema di sicurezza sul lavoro e sicuramente mancano controlli adeguati. Nelle nostre Ats il personale addetto ai controlli sui luoghi di lavoro in dieci anni è passato da quasi mille addetti a meno di seicento e i dipartimenti di prevenzione hanno visto un taglio di addetti del 40 per cento”.

Secondo i consiglieri del Pd, “così non va bene, questi servizi vanno rinforzati, la Regione si deve impegnare a completare in tempi rapidi i piani di assunzione. La sicurezza sul lavoro non viene da sé, va sostenuta con politiche adeguate”.

E su questo tema si è soffermata anche la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, all’inizio della seduta di oggi: “Venerdì in un cantiere della nostra città un uomo di 57 anni è morto mentre lavorava. Si chiamava Maurizio Geroso. Solo pochi giorni fa ci eravamo fermati per la scomparsa di Lorenzo Parelli, diciottenne vittima di un incidente mentre era in stage in un’azienda in provincia di Udine. Sono gli ultimi due di una lista sempre troppo lunga di feriti o morti sul lavoro – ha detto – Si tratta di una guerra che purtroppo anche le società moderne come la nostra continuano a perdere praticamente da sempre”.

Buscemi ha inoltre sottolineato che “bisogna fare di più, investire maggiori risorse da destinare alla sicurezza, alla cultura del lavoro, ai controlli nei cantieri e nelle aziende. Oggi per troppi il lavoro è diventato una lotteria: in certi casi bisogna avere fortuna per non rischiare di farsi male, in altri la fortuna serve per non perdere il posto sempre più precario”.

Eppure, malgrado l’indubbia gravità di questi numeri, dai numeri dell’Inail emerge comunque anche un dato positivo: gli infortuni e le morti sul lavoro sono diminuiti rispetto al 2020, quando in Lombardia erano state registrate 112.332 denunce per infortunio (8509 in più rispetto al 2021), 256 delle quali con esito mortale (a fronte delle 164 del 2021).

Dati che vanno comunque interpretati con attenzione: “L’emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus ha fortemente condizionato l’andamento infortunistico del 2020 e 2021, che rappresentano quindi anni ‘anomali’ e poco rappresentativi per i confronti temporali – ammoniscono dall’Inail – Il 2020, in particolare, più del 2021 risente anche del mancato conteggio di un rilevante numero di ‘tardive’ denunce (in particolare mortali) da contagio Covid-19, pervenute anche successivamente alla data di rilevazione del 31 dicembre 2020”.

Secondo le statistiche dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, le denunce d’infortunio nella nostra regione l’anno scorso sono state 87.487. Di queste, 85.102 sono riferite a incidenti avvenuti senza mezzo di trasporto e 2385 con mezzi di trasporto.

Se si considerano invece gli infortuni verificatisi durante il tragitto casa-lavoro e viceversa, i numeri parlano di 6431 incidenti senza mezzi di trasporto e 9905 con mezzi di trasporto.

Disaggregando questi dati per settore (senza considerare quelli in itinere) la voce grossa la fa l’Industria, dove avviene durante le lavorazioni la maggior parte degli infortuni segnalati: 73.768. In Agricoltura 2219, e nel settore pubblico (“Per conto dello Stato”) 11.500.

Il settore Industria si divide poi in altri sottocapitoli: 23.384 infortuni nell’industria vera e propria, 6440 nel mondo dell’Artigianato, 21.176 nel Terziario e la restante parte in Altre attività.

Se si vuole scendere ancor più nello specifico, i dati Inail individuano all’interno del macro settore “industria-servizi” i singoli distretti maggiormente a rischio infortuni. E i dati di queste tabelle smentiscono che sia l’Edilizia il settore con il più alto numero di incidenti. In vetta a questa drammatica classifica degli infortuni svetta infatti il distretto

“Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli”, con 5648 infortuni denunciati nel 2021.

A seguire si trovano i settori “Sanità e assistenza sociale” e “Trasporto e magazzinaggio” (rispettivamente con 5558 e 5460 segnalazioni), quindi “Costruzioni”, con 4610 denunce. Poi “Fabbricazione di prodotti in metallo” con 3719 (esclusi macchinari e attrezzature), “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (2754), “Fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca” (2148), “Industria alimentare” (1942) e ancora “Metallurgia” (1543), “Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche” (1048), “Industria tessile” (558), “Fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche” (540), “Industria del legno” (432).

Per quanto riguarda i cosiddetti “Luoghi di accadimento” degli infortuni, è a Milano che se ne verificano di più (34.787). Seguono Brescia (14.132), Bergamo (11.930), Varese (8514), Monza e Brianza (7315), Como (5157), Pavia (4969), Mantova (4749), Cremona (4613), Lecco (3376), Lodi (2333) e Sondrio (1948).

Degli oltre 103mila infortunati nel 2021 in Lombardia, 80.516 sono italiani, 3508 fano parte dell’Ue (esclusi gli italiani), e 19.799 provengono da Paesi extra Unione europea. Sessantaseimila 416 sono uomini, 37.407 donne.

La fascia di età più esposta agli infortuni mortali è quella compresa tra i 45 e i 59 anni, con 37.058 decessi sui 103.823 totali.

Fra le curiosità (si fa per dire) della statistica Inail, si scopre che anche gli incidenti avvenuti a scuola vengono classificati come “denunce di infortunio”: tra studenti fino ai 14 anni se ne sono verificati 7763 nel 2021.

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